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Centrodestra, per la scelta del candidato conta anche l’esito del voto per il presidente della Repubblica

Dalle alleanze al ruolo di Marcello Pera allo scontro Santini-Raspini la coalizione cerca equilibrio e un nome per Palazzo Orsetti. Ma non è esclusa la corsa in ordine sparso

Cosa c’entra l’elezione del presidente della Repubblica con la scelta del candidato sindaco del centrodestra a Lucca? Apparentemente nulla, ma in realtà l’impasse che si è verificata nelle ultime due settimane dipende anche dalle manovre in corso per il Quirinale.

Innanzitutto per la tenuta delle alleanze. Il centrodestra vuole mostrarsi coeso ovunque nella sua alleanza tradizionale con i partiti Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia che hanno in mano il pallino del gioco. Ma non manca chi, da settimane, gioca da battitore libero, soprattutto nelle fila del partito azzurro. Ecco che allora se Forza Italia, una volta tramontata l’ipotesi Berlusconi, nella scelta del nome per il Colle si sfilasse potrebbe mettere in discussione anche la composizione attuale del centrodestra in città. E si potrebbe avere la conferma di quell’ipotesi terzo polo che sempre di più nelle settimane sta scaldando i motori anche grazie all’iperattivismo di Italia Viva e di Azione.

Sul dibattito incide anche il totonomi. Fra i nomi in lizza per la massima carica dello Stato c’è anche quello di Marcello Pera, presidente del Senato emerito. Un nome forte sia per la carriera sia per lo spessore dell’intellettuale che se trovasse il placet di Movimento Cinque Stelle e di parte del centrosinistra potrebbe portare un “lucchese di Sant’Anna” al Quirinale. Il corollario immediato sarebbe un rafforzamento della possibile candidatura per la carica di sindaco di Lucca di Mario Pardini, da sempre molto vicino al professore. Difficile, infatti, sarebbe ignorare l’influenza di un presidente della Repubblica sulla città nella scelta di chi potrebbe essere il futuro primo cittadino.

In questa situazione si inserisce la vicenda recente della condanna in sede civile a Remo Santini per le dichiarazioni ritenute lesive della reputazione del candidato sindaco di centrosinistra, Francesco Raspini. Una vicenda che, nella sua delicatezza, ha in qualche modo rafforzato la posizione del leader di SiAmo Lucca, che ha ricevuto la solidarietà di tutti i partiti e liste civiche del centrodestra. Una situazione di confronto diretto anticipato che potrebbe presagire uno scontro anche alle urne.

Ma al di là di tutto la situazione del centrodestra continua a sembrare molto frammentata. Da più parti era arrivata la voce che quella che si conclude con oggi sarebbe stata la settimana decisiva per lo scioglimento della riserva da parte del capo di gabinetto del Comune di Pisa, Luca Leone (che in settimana è venuto a Lucca anche con il ‘suo’ sindaco Michele Conti, con tanto di foto sulle Mura che sapeva tanto di investitura ufficiale). Ma così non è stato. Non solo, non si è neanche più riunito, dopo l’addio di Mario Pardini e Lucca2032, il tavolo del centrodestra per la scelta del candidato e la compilazione dei programmi. Resta quindi ancora in piedi l’ipotesi del ‘liberi tutti’, ovvero dello spacchettamento della coalizione in più tronconi: Difendere Lucca in corsa da solo con Fabio Barsanti candidato, SiAmo Lucca in corsa da sola o con altre civiche con Alessandro Di Vito candidato sindaco; Lega e Fratelli d’Italia insieme con un candidato ‘di bandiera’ ma di marca leghista; Forza Italia attratto nel terzo polo con Italia Viva, Azione, Lucca 2032 e altre civiche di centro.

Situazione ancora magmatica, dunque, per cui si attende un’illuminazione. Che possa arrivare dal Colle più alto di Roma?

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