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Gara per la vendita di una parte di manifattura sud, Santini: “Nuove conferme di un’asta anomala”

Il leader di SiAmo Lucca stigmatizza la mancata conoscenza dell'acquirente: "Parte del bene è ancora a uso pubblico, servitù esistenti non indicate negli atti di gara"

“Gli ulteriori accessi agli atti che abbiamo fatto sulla vendita all’asta dell’edificio A dell’ex Manifattura, confermano l’inopportunità della vendita, eseguita solo per distruggere la possibilità di uno sviluppo organico e unitario dell’intero complesso. Ma svelano anche altre criticità”.

seduta asta ex manifattura sud

Ad annunciarlo è Remo Santini, capogruppo di opposizione e leader della lista civica SìAmoLucca. “Mentre a due mesi dall’asta il Comune non ha ancora reso noto chi sono gli acquirenti e nel frattempo c’è stata una vergognosa conclusione del processo partecipativo sul quale la Regione, seguendo il diktat dell’amministrazione Tambellini-Raspini, ha negato il coinvolgimento della cittadinanza nel destino del complesso edilizio più importante del centro storico – commenta Santini – i nostri ulteriori accertamenti ribadiscono che la vendita dell’edificio A è avvenuta in pieno contrasto con il regolamento comunale per le alienazioni: che all’articolo 2  prevede la necessità che per gli immobili sia cessata la destinazione al pubblico servizio”.

“Abbiamo infatti appreso, proprio leggendo gli atti – prosegue Santini – che ‘un vano situato nella parte sud dell’edificio è attualmente occupato da materiale di archivio della Soprintendenza che dovrà essere ricollocato in altro locale, già individuato nelle vicinanze, prima della stipula del rogito di vendita’. Quindi il Comune dovrà organizzarsi per lo spostamento dell’archivio di concerto con la Soprintendenza con spese ovviamente a carico dell’amministrazione. Inoltre la piazza centrale, tanto osannata dalla giunta per magnificare il progetto Coima, non si potrà più fare perché in sede di vendita non sono stati previsti vincoli per le vedute a piano terra dell’edificio A – aggiunge Santini – Veramente singolare è poi la soluzione delle servitù non indicate negli atti di gara, secondo cui ‘l’acquirente dovrà provvedere alla chiusura di tutte le porte di collegamento con gli edifici contigui compreso il collegamento aereo esistente tra l’edificio A e l’edificio B’, apposita clausola che sarà inserita nel rogito”.

“Questo quadro sconfortante – commenta Santini – rimanda alla memoria la motivazione esposta alla cittadinanza dal sindaco Tambellini e dall’assessore Raspini, secondo i quali la vendita doveva essere fatta in fretta e sarebbe stata funzionale all’inserimento della Tagetik all’interno delle mura urbane”.

Conclude l’esponente di SìAmoLucca: “I risultati ormai evidenti sono che l’asta è stata aggiudicata ad una società appositamente costituita e che sembra ben lontana dalla Tagetik; i locali sono in uso alla Soprintendenza per archivio, e il fabbricato ha servitù verso gli altri fabbricati del complesso edilizio la cui interruzione non era stata indicata negli atti di gara. Se questo è ciò che aspetta la città alla guida del futuro candidato sindaco, non c’è da stare tranquilli“.

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