Nuovo direttore artistico al Giglio, Bindocci difende Brandani: “Non lo lasceranno lavorare”

Il consigliere del Movimento Cinque Stelle: "Ha idee innovative e va sostenuto, ma la sensazione è che il sindaco lo abbia già scaricato"

Pioggia di critiche dopo l’insediamento del direttore artistico del teatro del Giglio, Jonathan Brandani. Sul tema, a difesa del nuovo dirigente, interviene il consigliere del Movimento Cinque Stelle, Massimiliano Bindocci. 

“Ero presente – dice –  alla commissione consiliare dove Brandani è intervenuto presentandosi e dicendo a grandi linee quali sono le sue idee.
Conoscevo solo per la fama il maestro Brandani, e mi è piaciuto. È stato un intervento interessante ed accorato. Un direttore artistico giovane che finalmente ha una visione non solo localista e legata a piccoli interessi di bottega. Il teatro del Giglio potrebbe avere quella svolta significativa che aspettiamo da tempo, la versione degli ultimi anni è stata imbarazzante e molto chiacchierata. Brandani ha semplicemente detto che Lucca merita più qualità e per fare cose di qualità occorre investire nella cultura: è una banalità, ma ha scatenato un putiferio”.

“Inoltre ha aggiunto – dice ancora Bindocci – che se si investe con il tempo la cultura si ripaga ampiamente, ha fatto diversi esempi ed ha mostrato diverse idee. Come comitato di accoglienza si sono mobilitati contro il povero Brandani molte realtà locali, che meritano rispetto ed attenzione temendo però solo di perdere qualche contributo. Su alcune di queste realtà ci sarebbe anche molto da dire, così come non sempre convincono le scente della Fondazione per i contributi. Però non bisogna generalizzare e nessuno ha detto di togliere a quelle realtà dei contributi. Credo che Brandani vada sostenuto e gli volevo esprimere la mia solidarietà”.

“Ha delle idee innovative – conclude Bindocci – purtroppo la sensazione è che sia già stato scaricato dal sindaco e che non lo lasceranno lavorare. Sosteniamolo e diamo al Giglio il respiro che merita, togliendolo da una visione di cortile artistico dei politicanti locali, con una gestione de personale che fa rabbrividire, con gente super pagata e gente che è invece trattata in modo non adeguato. Se si investe nella cultura, questa si ripaga ampiamente e porta un indotto significativo. E poi come disse Derek Bok Ex Decano della Harvard Law School “se la cultura costa troppo provate con l’ignoranza” ma forse chi lo critica senza ascoltarlo ha già iniziato”.

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