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Futuro del commercio, primo round fra i candidati sindaco. Dal turismo alla movida, si infiamma il confronto pubblico foto video

Sala gremita a Confcommercio per un faccia faccia pacato in cui non sono mancate stilettate. Ecco le proposte degli aspiranti primi cittadini. Unico assente Colombini

Immobili vuoti, piccole e medie imprese, movida, turismo e infrastrutture: cinque domande, tre minuti a testa per rispondere. Si è consumato così il primo confronto pubblico tra sei dei sette candidati a sindaco di Lucca – Andrea Colombini aveva già preannunciato ieri il suo forfait durante la presentazione delle liste a suo sostegno – nelle sale di Confcommercio in via Fillungo, dotate per l’occasione di maxischermi per far assistere tutti i partecipanti.

Il futuro del commercio a Lucca nel confronto fra i candidati sindaco

Fabio Barsanti, Elvio Cecchini, Aldo Gottardo, Mario Pardini, Francesco Raspini e Alberto Veronesi si sono confrontati così su alcuni dei temi caldi del dibattito cittadino, dalla Manifattura Tabacchi, al ‘problema’ dei parcheggi passando dalla questione del traffico e del rilancio di alcuni settori chiave per concludere con un appello al voto al mondo degli imprenditori. Nessuna possibilità di replica, anche se non sono mancate alcune stilettate come quelle che il consigliere uscente di Difendere Lucca, che ha passato gli ultimi cinque anni all’opposizione, ha rivolto al candidato sindaco del centrosinistra, che tuttavia ha lasciato cadere nel vuoto le provocazioni dell’avversario. Qualche battuta è seguita anche agli scrosci di applausi per Raspini che non sono rimasti indifferenti agli altri candidati, che hanno parlato di “pubblico da stadio” e “applausometro della Zanicchi”.

Ma al di là di qualche momentanea sbavatura, il confronto è stato pacato e ordinato. Molti i punti di convergenza tra le proposte degli aspiranti cittadini che non hanno risparmiato critiche all’attuale amministrazione.

I contenitori vuoti

In ordine sparso i sei concorrenti alla carica di sindaco hanno risposto alle domande – piuttosto ampie – inerenti al futuro del commercio cittadino, partite dalla questione dei diversi “contenitori vuoti” di Lucca, dentro e fuori le Mura. Contenitori da usare, per il candidato di centrodestra Mario Pardini, per “riportare il direzionale in centro storico” e incentivare lo sviluppo di una “città dell’alta formazione grazie a una partnership tra pubblico e privato”, il tutto attraverso “una visione chiara a partire da quello che è già in essere (vedi la Manifattura nord) con l’aiuto del Pnrr”. Il candidato del centrosinistra Francesco Raspini ha invece elencato quanto fatto dall’attuale amministrazione, e quanto ancora “in essere” citando l’ostello San Frediano, per cui si è giunti alla firma del contratto con il gestore, il mercato del Carmine e la nuova palestra Bacchettoni e guardando con fiducia “al progetto di Music Innovation hub per la Manifattura sud, dando come priorità la ripartenza dei lavori nella parte nord”.

Per il candidato del terzo polo Alberto Veronesi i contenitori vuoti “sono una vergogna lunga quattro amministrazioni” da “riqualificare in alloggi da destinare a 500 famiglie”. Riqualificazione che per il maestro non può prescindere dalla realizzazione di parcheggi. Il candidato di Difendere Lucca Fabio Barsanti ha messo in luce, dal suo punto di vista, “il non fatto da questa giunta in dieci anni”, sottolineando come le mozioni presentate “siano sempre state respinte, per poi essere riproposte, come per il progetto di Music Innovation hub”. La Manifattura è stata al centro anche della risposta del candidato civico Elvio Cecchini, che ha parlato di “svendita dell’immobile” e del candidato di Ambiente e giustizia sociale Aldo Gottardo che ha definito l’edificio un “bene lasciato a marcire” quando “avrebbe potuto rimanere a disposizione della cittadinanza”.

Piccole e medie imprese

Poi il confronto si è spostato sulla ripartenza delle piccole e medie imprese alla luce di due anni di emergenza sanitaria. Ripartenza che per Gottardo non deve “essere circoscritta alle arterie principali del commercio” ma “coinvolgere anche le attività fuori dal centro storico”, in modo tale che “chi ha di più, paga di più”, in termini di tasse e tariffe. Per Cecchini le attività dovrebbero essere sostenute con incentivi che passino, ad esempio, dalla creazione di hub lavorativi che favoriscano la permanenza del “lavoro nomade” e di conseguenza al rilancio del commercio. Per Barsanti, la manovra da 12 milioni per aiutare le attività “non è stata abbastanza” perché “l’esenzione del suolo pubblico deve essere estesa al 2022 e ai prossimi anni” così come “il Comune dovrebbe favorire un tavolo tra i proprietari dei fondi e i commercianti” e prevedere “la gratuità dei parcheggi nel fine settimana”.

Per Veronesi il commercio “sta affrontando un deserto” che può essere ripopolato solo attraverso “un turismo riqualificato” che passi dal togliere la tassa di soggiorno fuori dalle mura e il potenziamento dei luoghi di cultura. Raspini ha ribadito come non sia stato semplice per l’amministrazione “varare una manovra da 12 milioni mantenendo un bilancio solido” auspicando a una “rimodulazione del suolo pubblico” che possa passare attraverso una nuova accessibilità del centro storico. Anche per Pardini la direzione è quella di andare incontro ai commercianti con una riduzione della Tari, “approfittando del Pnrr per sostenere un turismo esperienziale che faccia da volano alla creazione di nuovi posti di lavoro” e che sia accompagnato da “parcheggi interrati fuori dalle Mura”.

Movida

È sul tema della movida che si è scaldato il confronto sulla scia di quanto già emerso tra le ultime proposte che accompagnano la campagna elettorale. Raspini ha infatti parlato di regole – perlopiù regionali – che disciplinano la convivenza tra residenti e fruitori del centro storico “che non può essere sempre vissuto come un luogo per spettacoli”, riaccendendo le luci sulla proposta di un’arena musicale al parco fluviale. Proposta che non convince gli altri candidati, che in linea di massima non vogliono “delegare” i giovani fuori dalle Mura.

“Basta aprire una sede Pd in ogni pazza del centro storico per andare in deroga alle regole della regione”, ha detto provocatorio Barsanti, che poi ha parlato di “proposta già sentita”. “Non si possono ghettizzare i giovani fuori dalla città, aumentando peraltro il rischio di incidenti – ha rimarcato Veronesi -. Serve trovare loro uno spazio anche in centro storico”. Se anche per Cecchini le regole devono essere rispettate “non si può parlare però di movida solo in senso dispregiativo e di giovani come categoria a parte”. Anche per Gottardo la “movida non ha a che fare solo con i giovani” che “non possono essere visti come una piaga sociale da ‘spostare’ in periferia” ma ha a che fare con un discorso di appetibilità di una città. Se per Pardini l’idea di creare spazi di aggregazione fuori dalle Mura è da prendere in considerazione, questa non è comunque da essere “alternativa ma integrativa”, spostando l’attenzione sulla sicurezza e sulla modifica del regolamento municiplae.

Turismo

Il confronto si è poi spostato sul turismo in rapporto ai due grandi eventi che popolano la città, il Lucca Comics e il Lucca Summer Festival e in vista delle celebrazioni pucciniane del 2024. Per Cecchini è necessario “favorire un’azione sinergica tra commercianti e amministrazione” per valorizzare le caratteristiche uniche della città. Barsanti ha proposto di legare la delega al turismo a quella dello sviluppo economico per “favorire un turismo di qualità – accompagnato da servizi all’altezza – che vada a migliorare l’offerta culturale cittadina durante tutto l’anno” e creare nuovi grandi eventi “dopo il fallimento di Lucca capitale della cultura e l’abbandono del Caffè Di Simo”.

Per Veronesi “Lucca del turismo deve vivere e non morire” e per non morire l’idea è quella di puntare su un turismo culturale di qualità. Raspini ha ribadito come le celebrazioni pucciniane dovranno essere al cuore del prossimo mandato “anche grazie ai 9 milioni di euro che arriveranno”, e ha parlato di Lucca come “sistema territorio” (ndr. il riferimento è alla candidatura di Viareggio a capitale della cultura). Della stessa opinione anche il candidato Pardini che ha poi parlato di “innalzamento dell’offerta culturale” per favorire un turismo esperenziale tutto l’anno. Gottardo ha sottolineato la differenza tra i Comics e il Summer, “evento in cui il guadagno finisce nelle mani di un privato e non nelle tasche della città” per tracciare la rotta delle celebrazioni pucciniane che verranno, che “non devono essere monopolizzate da pochi”.

Infrastrutture

Infine il confronto si è concentrato sulle infrastrutture. Per Veronesi Lucca “non deve essere più vittima di visioni firenzecentriche che hanno causato 30 anni di immobilismo” ma deve partire dalla Lucca-Pontedera accompagnata da una ciclabile, per poi passare al raddoppio ferroviario, all’asse nord-sud e all’est-ovest per risolvere “il problema del traffico”. Per Barsanti è il momento delle certezze sui tempi del raddoppio ferroviario, dei sottopassi e dei parcheggi ma anche della gratuità della tratta autostradale Lucca-Capannori e Altopascio per “uscire dall’isolamento”. Per Cecchini la priorità è quella di incentivare parcheggi scambiatori e ciclovie mentre Gottardo ha ribadito la contrarietà alla realizzazione degli assi viari – l’unico a volere il completo fermo del progetto – che per Raspini deve essere invece revisionato a partire dalle osservazioni fatte dai Comuni di Lucca e Capannori nel 2019. Il candidato di centrosinistra ha poi vitato le opere in corso di realizzazione, dall’asse suburbano al Ponte sul Serchio, per insistere poi sulla necessità che “Rfi si muova per portare a termine il raddoppio ferroviario”. Per Pardini Lucca “soffre di una carenza di infrastrutture” che deve essere risolta con i fondi del Pnrr.

L’appello finale

“In cinque anni passati attivamente all’opposizione – ha detto Barsanti – ho maturato una visione di città che agli altri candidati manca: Lucca è una città senz’anima, dove parcheggiare è un’agonia e dove si fatica a trovare un equilibrio tra lavoro, decoro e sicurezza”.

“Venti anni di destra e di sinistra hanno creato il deserto – ha rimarcato Veronesi -. Lucca è come Pompei: meravigliosa ma deserta e ha bisogno di un rilancio culturale, perché da anni ormai cultura e commercio sono abbandonati”.

“Vogliamo fare di Lucca una città dove vivere, tornare, trasferirsi e restare – ha chiosato Raspini -. La ricchezza si favorisce creando le condizioni infrastrutturali e lavorative. A Lucca serve una nuova generazione di amministratori che sappia rappresentare la città, non un ritorno al passato”.

“Lucca si merita di più di quello che c’è stato negli ultimi dieci anni, relegata a ‘città vicino Pisa o Firenze’ e mai nodo centrale – ha punzecchiato Pardini -. Anche io sono un imprenditore e ho visto tante occasioni perse: noi siamo un progetto credibile, capace di riportare Lucca al posto che merita, senza navigare a vista ma guardando al futuro con gli occhi del passato per migliorarsi”.

“Il tiglio davanti alla stazione era malato, doveva essere abbattuto e ora è guarito – ha ricordato Gottardo -, la partecipazione è alla base della democrazia ma le firme per la Manifattura sono state ignorate: la politica non è fatta da applausometri della Zanicchi, la politica è coerenza e noi coerenti siamo sempre stati”.

“È impensabile pensare di affrontare le vecchie e nuove sfide con gli stessi metodi – ha concluso Cecchini -. Salvo i fuochi d’artificio di fine mandato in questi anni non si è fatto quasi nulla: non abbiamo nemmeno gli strumenti urbanistici idonei per utilizzare i fondi del Pnrr. Serve un cambio di rotta”.

Dopo un’ora e mezzo di botta e risposta multipla a chiudere il dibattito e ringraziare i partecipanti è stato il padrone di casa Rodolfo Pasquini, che si è concesso, a sorpresa, una replica al candidato di centrodestra: “Lucca non ha niente da invidiare ad altre città: in questi ultimi 20 anni, grazie ai nostri commercianti, siamo diventati noi il baricentro del territorio”.

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