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Zucconi (Fdi): “Ci opporremo fino alla fine per dire no alle aste per gli stabilimenti balneari”

Il parlamentare: "Siamo sempre stati convinti che la Bolkestein non dovesse riguardare le concessioni demaniali marittime"

“Nascondendosi dietro i fondi del Pnrr, il governo Draghi prepara la sua 51esima fiducia piegandosi ai diktat di Bruxelles, questa volta nel ddl concorrenza”. A parlarne è Riccardo Zucconi, deputato di Fratelli d’Italia e capogruppo Fdi in commissione attività produttive, turismo e commercio.

“Per il solo obiettivo di regalare le spiagge italiane alle multinazionali straniere e ai grandi gruppi – dice il parlamentare – in questo modo il parlamento italiano sarà reso ancora una volta marginale. Fratelli d’Italia non mollerà la presa sul governo e continuerà a portare avanti la sua battaglia a favore dei balneari già dal prossimo 25 maggio, quando la Corte Costituzionale si esprimerà sull’ammissibilità del ricorso da noi presentato contro le recenti sentenze del Consiglio di Stato che hanno di fatto troncato la proroga della legge 145/2018, un giudizio quello della Corte del quale il governo dovrà inevitabilmente tenere conto”.

“Il ricorso che è stato promosso e supportato dal presidente Meloni è assolutamente legittimo e motivato – prosegue Zucconi – e ove approvato renderà nulle quelle sentenze che sono alla base delle attuali scelte di questo governo. Mi sto muovendo in questo senso fin dall’inizio del mio mandato parlamentare, avendo presentato già nel 2018 una proposta di legge sottoscritta anche dal presidente Meloni, con cui si voleva, fra le altre cose, consentire una proroga in base al legittimo affidamento per chi era già titolare di una concessione al momento dell’adozione della Bolkestein. Siamo sempre stati convinti che la Bolkestein non dovesse riguardare le concessioni demaniali marittime, sulla linea di paesi europei come Spagna, Croazia e Portogallo che hanno scelto di bypassare la direttiva, mentre Svezia, Polonia e Austria ad esempio hanno scelto di non applicare la messa all’asta delle concessioni idroelettriche”.

È evidente che fino alla fine diremo no alle aste – conclude Zucconi – chiediamo ancora una volta al governo Draghi di far prevalere la salvaguardia delle aziende nazionali per non veder morire migliaia di micro e piccole aziende a conduzione familiare”.

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