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Querelle con il Pd, Del Ghingaro dice ‘basta’: “Ci eravamo illusi che il partito potesse cambiare”

Il sindaco di Viareggio: "I dem a Viareggio non fanno politica da anni e non si confrontano con una realtà profondamente cambiata"

Porte chiuse al Pd. Lo conferma il sindaco di Viareggio Giorgio Del Ghingaro con un post domenicale in cui dice ‘basta’.

“A un certo punto bisogna dire basta – dice – Ci eravamo illusi che il Pd di Viareggio potesse cambiare, che si potesse ricostruire dalle fondamenta e farne un partito connesso col territorio, con la comunità, ma dobbiamo prendere atto che non è ancora pronto. Dilaniato da correnti interne voraci, succube di personalismi imbarazzanti che lo condizionano e lo bloccano in un immobilismo anacronistico. Il Pd è rimasto chiuso in se stesso, incapace di confrontarsi con una società che è cambiata e cambia ogni giorno, arroccato nel fortino di meccanismi superati, guarda solo al proprio interno e si stacca sempre di più dai bisogni dei cittadini.  C’eravamo illusi di poter contribuire a farlo cambiare, innestando linfa nuova con energie appassionate e libere, rodate da cinque anni di governo, ma dobbiamo prendere atto che il Pd è tuttora refrattario ad un processo di vero e proprio cambiamento, prigioniero dei propri riti, in mano a poche persone che con la scusa di difendere idee e valori in realtà garantiscono se stesse, i loro ruoli presenti e le loro posizioni future”.

“Lo dico a malincuore, perché c’avevo creduto nel 2020 – dice Del Ghingaro – quando facemmo l’accordo per governare insieme a Viareggio, purtroppo mi ero sbagliato, il Pd non è riuscito a superare i propri limiti, si è incartato e alla prima salita ha sbagliato rapporto ed rimasto sulle ruote, mentre gli altri hanno continuato a pedalare agilmente. E allora ad un certo punto bisogna dire basta, bisogna smettere di insistere e lasciare andare, perchè se si dichiara di cambiare si cambia davvero e non si fa per finta.  Viareggio si governa con lealtà, correttezza, impegno e fatica, non con le chiacchiere di qualche saputello che con una tessera in tasca si sente benedetto dal signore. Qui ci si sporca le mani, si lavora, ci si dà da fare per tutti e non solo per alcuni col marchio di fabbrica, si perseguono obiettivi generali e non particolari. E soprattutto  si dice la verità e non si raccontano novelle, perchè bisogna essere trasparenti con la città”.

“Bene hanno fatto – proseguie – alcuni esponenti del Pd a sottoscrivere un documento che critica pubblicamente la gestione “particulare” del partito, la conduzione brumosa, gli incerti passaggi interni. Hanno evidenziato una realtà chiara a tutti eccetto a chi si ostina a tenere gli occhi chiusi: il Pd a Viareggio non fa politica da anni, occupato com’è a garantire prima un gruppo, poi l’altro, che si rincorrono a vicenda, in un moto perpetuo autoreferenziale, considerato che davvero non riescono più ad esprimere contenuti, ma solo invettive o scuse. Da un partito come il Pd ci si aspetterebbero prese di posizione contrarie per esempio a quelle della Lega ed invece votano insieme, solo per il gusto masochistico di dare contro alla maggioranza civica viareggina, incuranti della storia e degli ideali di un partito che nessuno potrà mai cancellare”.

Così si è ridotto il Pd della nostra città – conclude – Per questo, nonostante la disponibilità e gli sforzi fatti fino ad ora, bisogna dire basta. E basta sia”.

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