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Ambiente e giustizia sociale: “Caso San Concordio, va fermato il progetto dell’ecomostro”

La lista sul ritiro dell'azione legale nei confronti di due cittadini: "Criminalizzare il dissenso non è apertura al dialogo"

Fermare “il mostro che avanza” a San Concordio. E’ questo l’obiettivo che si dà Ambiente e giustizia sociale che esprime il candidato sindaco Aldo Gottardo. La lista interviene dopo che il Comune ha deciso di ritirare l’azione legale contro due esponenti del comitato, che avevano, a parere di Palazzo Orsetti, reso dichiarazioni false e strumentali sui progetti dei quartieri social.

“In questi giorni, in un clima pesante, quando il dissenso viene criminalizzato e la paura diventa anche pericolo economico, due cittadini non resistono, chiedono scusa e ricevono la grazia – si legge in una nota di Ambiente e giustizia sociale -, cioè il sindaco, bontà sua, ritira l’azione civile contro di loro con richiesta di risarcimento danni per le iniziative intraprese, a diversi livelli, contro i processi di cementificazione del quartiere. Questo fatto avviene parallelamente alla conferma della bontà, da parte di Raspini & C. di tutte le opere più scandalose in corso di realizzazione a San Concordio, dalla piazza coperta, definito ormai l’ecomostro, alla galleria coperta fino alle ulteriori cementificazioni delle poche aree rimaste a verde previste nell’attuale piano operativo comunale, insieme ad alcune zone di Sant’Anna, San Marco e altre aree della campagna urbanizzata e ovviamente dei nuovi assi viari Nord sud”.

“La grazia viene considerata un’ottima notizia, ‘un passo indietro del Comune’ e un ‘avanzamento sul terreno della partecipazione’ da una lista denominata Europa Verde di appoggio a Raspini. La lista Sinistra con, sempre con Raspini, ora tace, forse è silenzio-assenso perché aveva già parlato in consiglio comunale non distaccandosi di un millimetro dalla linea della giunta Tambellini sulla vicenda di San Concordio e da anni abbracciati stretti stretti al Pd nelle privatizzazioni, svendita di parti di beni pubblici e cementificazioni. Almeno abbiano il coraggio di cambiare nome ma forse serve a confondere le acque ancora di più. Una sinistra reale, alternativa a queste degenerazioni politiche c’è e si chiama Ambiente e Giustizia Sociale, che contrasta sul campo queste scelte neoliberiste, oligarchiche e antiecologiche”.

“Povera Europa, povero verde se si scambia una strategia oligarchica e paternalistico autoritaria con un inizio di apertura sulla strada della partecipazione, se si scambia la criminalizzazione del dissenso con l’apertura al dialogo, e soprattutto se si scambia il cemento che c’è con il verde che c’era. Ecco cosa succede a stare con gli zoppi. E qui siamo già al limite della decenza politica e qualcuno potrebbe dire verdi sì ma di vergogna”.

“Dopo aver massacrato di cemento da anni ormai il quartiere di S. Concordio, distruggendo erba, alberi, zone umide, tessuti naturali e storici – insiste la lista -, dopo aver negato percorsi partecipativi veri e respinto petizioni di cittadini che sono arrivati a raccogliere ottomila firme, dopo aver costruito il mostro della galleria coperta, non ancora terminato, seppellendo l’antico porto ed un’area umida importante, per realizzare una struttura del tutto inutile, non dovrebbe forse essere il sindaco e tutta la giunta a chiedere scusa e non dovremmo essere noi ad esigere un forte risarcimento per i danni irreparabili e difficilmente quantificabili arrecati a quel territorio, all’ambiente e ai residenti? Non chiediamo che i cittadini vengano graziati ma vogliamo il ritiro immediato di questo provvedimento senza condizioni. La lista Ambiente e Giustizia sociale è alternativa a questi signori comunque si definiscano, siamo alternativi al centro destra e al centro Pd con le sue frange subalterne. Siamo tutti San Concordio, la storia non finisce qui, mobilitazione ora, prima e dopo le elezioni per de-cementificare. Dal basso si cresce, si lotta, ci si unisce, si vince”.

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