La leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni infiamma piazza del Giglio: “Non disperdete il voto, scegliete Pardini”

Appello all'unità del centrodestra "in attesa di tornare insieme al governo nazionale". L'ex ministra: "Facciamo paura perché siamo liberi e non guardiamo in faccia a nessuno"

“Si combatte, e si combatte fino all’ultimo! C’è un potere che è il più forte di tutti, quello del popolo italiano alle urne. Non disperdete il voto, votate Mario Pardini!”. Sono stati toni barricaderi quelli lanciati oggi (5 giugno) dalla presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, sul palco di piazza del Giglio, per sostenere davanti ai simpatizzanti del partito e a un discreto pubblico la corsa per Palazzo Orsetti di Mario Pardini.

Insieme a lei e al candidato del centrodestra, i vertici del partito a livello nazionale, regionale e locale (l’onorevole Riccardo Zucconi, il responsabile regionale Fabrizio Rossi, il consigliere regionale Vittorio Fantozzi, il responsabile provinciale Riccardo Giannoni e il commissario comunale Nicola Buchignani), il presidente emerito del Senato Marcello Pera e le candidate al ruolo di sindaco per Fratelli d’Italia a Camaiore e Bagni di Lucca, Claudia Bonuccelli e Annamaria Frigo: tutti uniti alla leader nazionale nel nome di un centrodestra “coeso, unito e orgoglioso, che non va a braccetto con la sinistra e che partendo da Lucca, con Mario Pardini si prepara al governo nazionale”, come dice in chiusura di comizio Giorgia Meloni. “Qui il centrodestra – dice – torna a fare il centrodestra, tutti insieme. Con la speranza che fra qualche mese Pardini possa avere un governo di centrodestra che gli dia una mano”.

“In questa settimana – afferma l’esponente di Fratelli d’Italia – bisogna dedicare tutte le energie per dare una mano a Fratelli d’Italia e a Pardini: siamo in partita, ma sarete voi a decidere nelle urne. Non vi accontentate. Dimostrate che quando la democrazia arriva, voi sapete esercitarla”. Scegliete “un’amministrazione capace di capire quale sia la possibilità di sviluppo e vocazione della città: Lucca possiede un’identità e una vocazione internazionale. Deve lanciare questa identità oltre i confini: l’unica cosa che nella globalizzazione ci rende competitivi è ciò che abbiamo solo noi, e Lucca ha turismo, prodotti d’eccellenza e una identità, che per svilupparsi ha bisogno di strumenti. Mario Pardini può dare a Lucca una capacità di sviluppo eccezionale”.

Da Mario Pardini per le amministrative lucchesi, la leader si sposta poi sulla dimensione politico-sociale nazionale. Attacca il governo e le sinistre ed elenca in ordine sparso i cavalli di battaglia del suo partito: il no alla Bolkestein, il no alla riforma del catasto, la salvaguardia della meritocrazia (“Uno non vale uno, queste idiozie hanno fatto arrivare al governo degli scappati di casa”), la lotta al reddito di cittadinanza paragonato alla “paghetta”, la battaglia contro l’immigrazione e all’utero in affitto, la difesa della famiglia ‘naturale’. Un unico calderone in cui finiscono, fra tanti altri temi, anche il Movimento 5 Stelle e la guerra in Ucraina: “La priorità delle sinistre è colpire chi vuole lavorare. Sognano un mondo dove tutti stanno a casa a prendere il reddito di cittadinanza per votare il Movimento 5 Stelle. L’unico motivo – sottolinea – che rimane per votarlo. Chi vuole migliorare la condizione di queste persone – gli innominati ‘poveri’ – sa che serve più lavoro e dignità”.

“La sinistra sa solo mentire – prosegue – Non ha il coraggio di dire la verità. Questa nazione ha bisogno di una visione di libertà, non dobbiamo dipendere da nessuno. E invece, rappresentano Fratelli d’Italia come un mostro: il motivo? È una tecnica di comunicazione necessaria per scappare dal confronto, perché non sanno come rispondere”. “Ci diranno di tutto da qui alle elezioni politiche – prosegue – Ci dobbiamo arrivare con l’elmetto e con lo scudo. Ma la violenza, anche verbale, è sintomo di inferiorità: finché sarà così vorrà dire che non ci siamo consegnati, che siamo liberi. È questo che fa paura. Andremo fino in fondo, passando da Lucca, con Mario Pardini sindaco, con Fratelli d’Italia forte, direttamente al governo della nazione”.

Tanti i quesiti posti dalla leader direttamente alla folla: a partire dal paragone fra “le immagini dei barconi stipati di gente, uomini in età da lavoro” dall’Africa e dal Medio Oriente, con quelle di “madri e figli in fuga dall’Ucraina”.

“Immigrazione e profughi sono due cose diverse – spiega d’altronde la leader dal palco – e se le mescoli, colpisci il più debole che è il profugo, come dimostra la vicenda in Ucraina. Le persone sui barconi sono state trattate come se scappassero da una guerra”.

“E se dici che sei contro le Ong, ti chiamano razzista. Se dici – insiste – che sei contro l’utero in affitto, omofoba. Io sono per la coppia stabile, formata da padre e madre. E se chiedi perché un bambino non vaccinato di 12 anni non può fare sport, ti chiamano no vax. Ma lo sport – osserva – ci hanno detto che fa bene, perché impedirlo?”.

“Noi facciamo paura. Perché – conclude Giorgia Meloni – siamo liberi e non guardiamo in faccia a nessuno. Questo è ciò che ci rende forti. Con il centrodestra unito, andiamo al governo. E partiamo da Lucca con Pardini”.

“Un borghese di Lucca – così definisce Marcello Pera il candidato Mario Pardini , associandosi alla Meloni – e un bel candidato, che non ha bisogno del gettone della politica. Lui la fa per passione. Mario Pardini è la città che si risveglia e vuole essere protagonista, senza raccogliere le elemosina altrui. I lucchesi non possono non riconoscersi in te, Mario”.

Schiviamo l’insidia di non votare subito: votate in massa. Questo voto – osserva il presidente emerito del Senato – è un voto di responsabilità”.

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