Parco fluviale, Europa Verde: “Serve un piano condiviso per salvaguardare vegetazione e fauna”
I candidati consiglieri Fidia e Lugano: “La gestione virtuosa applicata a Lucca potrà poi essere perseguita anche negli altri comuni”
Una passeggiata notturna sul Serchio per parlare delle prospettive del parco fluviale. Successo per l’iniziativa cui hanno aderito i candidati consiglieri comunali di Europa Verde Luca Fidia Pardini e Marta Glenda Lugano.
“Arianna Chines e Roberto Canovai ci hanno accompagnato in una passeggiata notturna nel parco fluviale, alla scoperta di lucciole e usignoli – raccontano i candidati -. Le lucciole, ora nel momento clou delle loro danze luminose, hanno ricominciato a popolare ambienti dai quali mancavano da tempo, come gli spalti delle Mura, grazie alla virtuosa gestione del taglio dell’erba negli ultimi anni. Una gestione che, oltre a far prosperare insetti come lucciole e libellule (queste ultime ghiotte di zanzare, che da tempo infestavano le Mura ed ora risultano in diminuzione), permette un cospicuo risparmio di denaro pubblico, eppure ancora incontra la differenza di molti, obnubilati dall’idea falsamente armoniosa e ordinata (e sterile) del pratino all’inglese”.
“Anche nel Parco Fluviale si è da tempo intrapresa una strada di gestione del fiume che ha permesso di farlo respirare, con la crescita di una vegetazione lussureggiante e il ripopolamento da parte di una grande quantità di specie di uccelli e insetti. Per completare questa meritoria opera occorrerebbe trasformare il parco fluviale in un sito di interesse comunitario, con regole ben precise riguardo alla gestione della vegetazione – concludono i candidati consiglieri -. Inoltre, come già emerso nel corso del precedente evento sulla gestione del fiume da noi organizzato all’inizio di maggio, è fondamentale che anche la fauna ittica sia tenuta sotto stretta osservazione, considerando anche la presenza di specie aliene, e che la gestione virtuosa applicata a Lucca venga perseguita anche negli altri comuni presenti sul tracciato del fiume, riprendendo l’iter già iniziato del Contratto di Fiume e coniugando così la salvaguardia dell’ecosistema fluviale con la sicurezza idraulica”.


