Elezioni, verso il ballottaggio fra tentativi di accordi, lotta all’astensionismo e un occhio al ‘totogiunta’

Centrodestra e centrosinistra fanno i conti con soddisfatti e delusi dall'esito del voto al primo turno delle comunali 2022

Verso il ballottaggio con tanti interrogativi. Già perché fra i tanti temi da mettere in campo ci sono senza dubbio anche le proiezioni verso la futura giunta comunale, cui in sede di trattative devono tenere conto sia il candidato uscito vincente dal primo turno, Francesco Raspini, sia chi rincorre, ovvero Mario Pardini.

Per chi rincorre, e deve trovare voti per colmare il gap, il tema è quello di allargare eventualmente la compagine di maggioranza. Un apparentamento eventuale potrebbe creare dei malumori nella coalizione che ha corso al primo turno perché potrebbe privare un posto in consiglio comunale a qualcuno dei candidati che risulterebbero eletti secondo le proiezioni, a favore di componenti delle liste apparentate. E lo stesso varrebbe, ovviamente, per eventuali posti in giunta. Per fare una metafora culinaria per la stessa torta ci sarebbero più fette da ripartire, andando, oltre che a incidere su certe sensibilità (non si è mai sopito, ad esempio, lo scontro fra Difendere Lucca e Fratelli d’Italia, specie che dopo l’appoggio di Barsanti & Co. a Vittorio Fantozzi per le regionali i vertici del partito hanno poi sbarrato il suo ingresso fra le fila del movimento della Meloni) anche a complicare accordi presi in prima battuta. Per il centrodestra, dunque, l’ideale sarebbe incassare un appoggio da tramutare in punti del programma elettorale, senza ‘nulla a pretendere’ dal punto di vista della squadra consiliare e di governo. Una proposta che alcuni fedelissimi di alcuni movimenti civici non sarebbero disposti ad accettare.

Ma se il centrodestra, che è nella situazione di poter rischiare qualcosa per rincorrere, sta cercando la quadra non è detto che nella coalizione intorno a Raspini tutto fili in maniera indolore. Tutto dipende dall’analisi dei voti di lista, che ha scompaginato gli equilibri nella potenziale nuova maggioranza di centrosinistra. Che, ricordiamo, nell’ultima consiliatura era composta da soli tre elementi: Pd, Lucca Civica e Sinistra Con, che esprimevano, alla fine del mandato Tambellini rispettivamente 6 (Bove, Mammini, Martini, Ragghianti, Raspini, Vietina), 2 (il vicesindaco Lemucchi e Valentina Simi) ed 1 assessore (Valeria Giglioli).

Il boom di preferenze di Daniele Bianucci con Sinistra Con, conquistato a colpi di iniziative anche in qualità di consigliere delegato alle politiche giovanili e ai diritti del Comune di Lucca, ne fanno già un candidato in pole position per occupare un posto in giunta, che andrebbe a discapito proprio di Valeria Giglioli, assessora uscente e in ticket ‘forte’ all’interno della sua lista con il presidente di Geal, Giulio Sensi. Un obiettivo, quello di far vincere Raspini per ‘promuovere’ Bianucci in giunta che potrebbe spingere la base di Sinistra Con a tornare compatta al voto.

E le altre civiche? Lucca è un grande noi con una storia sui social ha già effettuato l’appello al voto per il ballottaggio a Raspini, ma la vera scommessa è ora capire se gli elettori che hanno messo una croce su un simbolo che portava il nome della sua leader, Ilaria Vietina, torneranno alle urne anche per Francesco Raspini. E se a farlo saranno quei 1547 votanti gran parte dei quali hanno dato la preferenza all’assessora uscente ed ex vicesindaca del Comune di Lucca. I vertici della civica rassicurarano sull’obiettivo da raggiungere, per votare in cabina elettorale, però, va convinta la base.

Di certo Raspini potrà contare sul Pd, partito strutturato sul territorio, che ha espresso figure forti anche a sorpresa rispetto ai rumors della vigilia: bene il ticket Alfarano-Del Greco, appoggiato anche dall’assessore uscente Gabriele Bove, storicamente leader delle preferenze dei dem lucchesi. Ancora sul podio, nonostante le tante polemiche, il ruolo non certo comodo di assessora all’urbanistica e alcune scelte non certo popolari, l’assessora uscente Serena Mammini, che, nelle urne, ha ribaltato anche un po’ la vulgata sulla protesta di San Concordio ed è la prima per preferenze fra le donne. Una conferma anche per Chiara Martini, assessora uscente e voluta come capolista dallo stesso candidato sindaco.

La questione per i dem sarà semmai che i consensi drenati dalle civiche impediranno di confermare i 6 assessori uscenti, in caso di vittoria alle elezioni: saranno, semmai, 4 con tre posti, in qualche modo, già “prenotati” dagli accordi preelettorali e dall’esito del voto. Anche in questo caso i ‘delusi’ potrebbero contribuire… di meno all’esito del ballottaggio. Sempre che Raspini voglia ricorrere al sempreverde Cencelli e non preferisca, invece, fare una valutazione più ampia che includa competenze e sensibilità al di là delle preferenze raccolte.

Il massimo dell’appoggio arriverà, dunque, da Lucca Futura, la civica di Francesco Raspini (che nel dato definitivo ha chiuso sotto il 10 per cento, al 9,99 con 3168 voti) sia per ambizioni personali dei suoi componenti (capolista Cecilia Lorenzoni in primis, l’avvocata potrebbe ambire alla carica di vicesindaco) sia per vocazione alla dinamicità della lista che prometteva il ‘cambio di generazione’. Lucca Futura nella compagine di governo eventuale di Raspini potrebbe esprimere due assessori, che si affiancherebbero ai 4 del Pd e agli esponenti singoli di Sinistra Con, Lucca Civica e Lucca è un grande noi. Un motivo in più per pedalare verso il 26 di giugno. Stesso discorso valga per Europa Verde che con un lusinghiero 2,05% con una campagna concreta e fra la gente ha l’obiettivo di far tornare un consigliere ambientalista in assise dopo decenni.

Basterà a Francesco Raspini per impedire la rimonta di Mario Pardini? Per quello c’è solo da attendere la lunga notte elettorale, che sarà vietata ai deboli di cuore.

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