Pescucci al nuovo sindaco: “Apra il dialogo e favorisca la partecipazione dei cittadini”

Dalla manifattura alla mobilità, lettera aperta al primo cittadino

Dopo i dieci anni di amministrazione Tambellini la città ha deciso di cambiare, ma stavolta non si parla di Lucca buona o cattiva. La città ha scelto il volto nuovo di Pardini e ci piace riprendere alcune sue dichiarazioni a caldo per sottolineare lo spirito diverso che spero si prospetti per Lucca. Pardini è ben consapevole che seppur con uno scarto di voti doppio rispetto al Tambellini di 5 anni fa, ha il voto diretto di solo 1/5 dei lucchesi, gli altri 4/5 che non hanno votato, o votato nullo o contro, sono persone da convincere con i fatti, persone di cui andrà acquisito il consenso”. Con queste parole inizia una lettera aperta al nuovo sindaco firmata, a titolo personale, da Paolo Pescucci che invita il nuovo primo cittadino ad aprire alla partecipazione e a avviare il confronto sul futuro dell’ex Manifattura.

“Ci ha fatto piacere – scrive Pescucci – che nelle dichiarazioni si sia preso solenne impegno: ‘Riportando l’ascolto, la partecipazione come sforzo di tutta l’amministrazione per essere quella di tutta la città’. Sottolineando che non sarà un impegno formale che si prendono tutti i sindaci neoeletti, ma qualcosa di reale che caratterizzerà la sua sindacatura. Da queste considerazioni nasce l’appello, come cittadino, che faccio al neosindaco”.

“Faccia sì – scrive – che la giunta che andrà a presentare non sia il solito bilancino cencelliano con i vecchi tromboni che da anni ed anni siedono sulle poltrone e che chiedono un posto in base a voti e preferenze. Lucca di tutti pretende una giunta di persone capaci, competenti, senza incompatibilità che possano effettivamente portare ad una progettualità organica, una visione di futuro, un’attenzione ai desideri, alle aspirazioni, alle necessità dei cittadini lucchesi. Ma oltre all’ascolto Pardini ha sottolineato la sua volontà di caratterizzarsi per la partecipazione ed ecco allora che ricordo che i cittadini avevano raccolto 1400 firme per un processo partecipativo sulla ex-Manifattura, bocciato dalla precedente amministrazione e forse concausa della sua debacle. Che i cittadini di San Concordio avevano chiesto partecipazione sui disastri costruiti nel quartiere. A questo punto il neosindaco ha una strada, un’autostrada già aperta per manifestare la sua volontà di governare attraverso la partecipazione: apra il processo partecipativo così come da legge regionale sulla destinazione di tutto il complesso della ex-manifattura e altri processi partecipativi potrebbero essere aperti su San Concordio, su Pulia, ed altre zone ove previsti importanti interventi urbanistici. Simili modalità dovrebbero essere intraprese per altri temi come mobilità, ambiente, verde pubblico”.

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