Partecipate, si cambiano i criteri: “Nomine su base fiduciaria”

Ok ai nuovi indirizzi in Consiglio. L'opposizione si astiene: "È un passo indietro sulla trasparenza"

Partecipate, la nuova amministrazione comunale volta pagina e si dota di nuove regole per le nomine. Si abbandona il sistema delle audizioni, come nella passata consiliatura, in favore del criterio di “fiducia”. E’ quanto emerso questa sera (8 agosto), infatti, in Consiglio comunale dove è arrivata in votazione la pratica sugli “indirizzi per la nomina e la designazione dei rappresentanti del Comune presso enti, aziende ed istituzioni, nonché nomina dei rappresentanti del Consiglio in enti, aziende ed istituzioni”.

Ad illustrare la pratica è stato l’assessore Moreno Bruni, che ha subito messo in rilievo lo scarto rispetto al passato: “La giunta, dopo aver riflettuto anche sui criteri di nomina degli anni passati, ritiene che sia opportuno che le persone indicate a ricoprire questi incarichi debbano essere di fiducia dell’amministrazione e del sindaco. Saranno l’amministrazione e il sindaco, quindi, ad indicare le nuove nomine su base fiduciaria“.

Non si sono fatte attendere le critiche del capogruppo del Pd Francesco Raspini: “Il gruppo del Pd e Lucca Futura si asterranno. Da un lato è giusto che la nuova amministrazione abbia la possibilità di dotarsi di propri criteri per nominare i rappresentanti delle partecipate. E rivendico il mio appello a dimettersi rivolto a chi era stato nominato dalla precedente amministrazione. La scorsa amministrazione ha usato il metodo delle audizioni, per questo cambio di rotta ci asteniamo. Un’ultima cosa: la pratica è stata esposta dall’assessore Bruni, ma ci risulta che la delega alle partecipate sia del sindaco”. Il sindaco Mario Pardini precisa: “Non è cambiato nulla sulle deleghe, ho solamente chiesto gentilmente all’assessore Bruni di esporre la pratica”.

Partecipate, l’appello di Raspini: “Chi è stato nominato dalla precedente amministrazione si dimetta”

Critico il capogruppo di Sinistra Civica Ecologista Daniele Bianucci: “Queste nuove modalità credo che rappresentino un passo indietro – ha detto -, anche e soprattutto sotto il profilo della trasparenza. Dieci anni fa, da privato cittadino, ho firmato l’appello pubblico che molti della società civile lucchese sottoscrissero, per chiedere che i rappresentanti del sindaco nelle aziende comunali fossero selezionati con audizioni pubbliche, e con manifestazione di interesse ad evidenza pubblica. Così ha fatto per un decennio il sindaco Tambellini, raccogliendo appunto questa richiesta di trasparenza. Ora, appena insediata, l’amministrazione comunale torna indietro di dieci anni, tradendo la sua promessa di partecipazione. Per questo io voterò contrario”.

Il capogruppo di Forza Italia-Udc Alessandro Di Vito non ci sta: “Questa nuova metodologia crea maggiormente quel rapporto di fiducia. Complimenti perché così si cambia e la legge lo consente. Voterò favorevole”.

La pratica viene approvata con 18 favorevoli, 1 contrario e 5 astenuti.

“Questa sera – ha commentato l’assessore Fabio Barsanti – abbiamo approvato una delibera che cancella cinque anni di ipocrisia di sinistra: la scelta delle designazioni ai vertici delle aziende partecipate deve tornare ad avvenire esclusivamente secondo un rapporto fiduciario con il sindaco e la giunta, e attraverso una visione condivisa della città e dell’amministrazione. Le bontà delle audizioni e dei colloqui introdotti dalla precedente amministrazione fu clamorosamente sbugiardata dal sottoscritto e da altri consiglieri di opposizione nella precedente consiliatura. Una presa in giro per molti cittadini candidatisi, visto che le decisioni erano già tutte prese. Una finzione e un’ipocrisia che abbiamo voluto superare, a favore di fiducia, serietà e competenza”.

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