Tambellini: “La Tenuta di Forci? Sentii Cecchini perché seppi che se ne occupava lui”

L'ex sindaco tirato in ballo dal consigliere di Lista Civile: "Mi sembra incongruente quando dichiarato dal delegato al piano strutturale che prima nega, poi racconta dei contatti avuti con me per conto della proprietà"

“Che sia stato io a chiamare o sia stato chiamato non rileva nulla: quello che conta e che voglio sottolineare è che il colloquio avuto con Elvio Cecchini sul progetto di riqualificazione della Tenuta di Forci non avvenne certo per caso ma perché seppi dal proprietario quale era lo studio che se ne stava occupando”. L’ex sindaco Alessandro Tambellini, tirato in ballo proprio dal consigliere comunale di Lista Civile, in merito al caso scoppiato sul coinvolgimento professionale del delegato al piano operativo nell’operazione immobiliare sulle colline lucchesi, prende la parola per sottolineare quella che non esita a definire una incongruenza in quanto dichiarato negli ultimi giorni da Cecchini, che “prima nega, poi – osserva l’ex sindaco – racconta dei contatti avuti con me per conto della proprietà”.

“Prima ho letto che il consigliere sosteneva di non aver nulla a che fare con l’intera vicenda, poi ieri esce fuori lui stesso facendo il mio nome e raccontando la telefonata che avemmo quando ero sindaco proprio sulla tenuta di Forci – osserva Tambellini -. Ebbene, quella telefonata avvenne proprio con lui e non con altri studi di architettura perché avevamo appreso che era Cecchini, con il suo studio, ad occuparsene. E se all’epoca non c’era assolutamente niente di male in tutto ciò, adesso le cose appaiono diverse: la delega ricevuta dal consigliere comunale è molto importante e delicata e lo mette, a mio parere, in una posizione diversa rispetto all’epoca in cui avvenne la conversazione con me, di cui parla lo stesso Cecchini, ammettendo di fatto per come la vedo io un suo coinvolgimento professionale nella riqualificazione”.

“Di quell’operazione – racconta Tambellini – mi interessai subito come sindaco: si tratta di una proprietà che copre qualcosa come mille ettari di territorio e che si estende da Pieve Santo Stefano a San Macario alto e Forci, la cui riqualificazione mi stava particolarmente a cuore, sia per motivi affettivi, sia, a maggior ragione, quando ero primo cittadino, per il mio ruolo istituzionale. Ho conosciuto personalmente il nuovo proprietario Robert Jan Van Ogtrop, da cui avevo appreso in linea di massima le intenzioni per riqualificare quello storico complesso. E’ stato dopo questo passaggio che avvenne la telefonata con Cecchini, con il quale non si è mai parlato di dettagli ma del senso di un’operazione che pur nascendo da un privato aveva e, a mio parere, ha una straordinaria rilevanza pubblica”.

Una questione che ha sollevato anche l’opposizione, sostenendo che Elvio Cecchini sia in conflitto di interessi avendo ricevuto dal sindaco la delega al piano operativo.

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