Caso Cecchini, i capigruppo di maggioranza: “Attacco immotivato, gratuito e vigliacco”

Fava, Del Barga, Pasquinelli e Di Vito: "Raspini ritiri la sua 'raccomandazione' e contribuisca a non surriscaldare il clima politico"

Non si placa la polemica sull’affaire Cecchini, il consigliere delegato per le osservazioni del piano operativo finito nel mirino dell’opposizione.

A parlare sono i capigruppo di maggioranza Lido Fava, Lorenzo Del Barga, Armando Pasquinelli e Alessandro Di Vito: “Nel corso del consiglio comunale svoltosi lunedì 8 agosto – dicono – il consigliere Raspini, sotto la forma di raccomandazione, ha depositato all’ufficio della presidenza del Consiglio una nota nella quale denunciava il conflitto di interessi, a suo dire sussistente, a ragione dell’incarico conferito al consigliere Cecchini riguardo una pratica da lui curata come professionista relativamente ad un immobile situato nel nostro Comune. Si ricorda che il consigliere incaricato Elvio Cecchini non ha una delega operativa, cioè capace di impegnare l’amministrazione, altrimenti farebbe l’assessore, ma solo l’incarico del sindaco di suggerire, illustrare, verificare se, riguardo al piano operativo che questo Consiglio andrà ad esaminare ed approvare, vi siano – eccome se ci sono – parti da modificare, integrare eccetera”.

“Innanzitutto esprimiamo tutta la solidarietà personale e politica al consigliere Cecchini per l’attacco immotivato, gratuito e vigliacco di cui è stato oggetto – dicono ancora – È inutile in questa sede ripetere la cronologia dei fatti, già spiegati e portati alla stampa dall’avvocato Lodovica Giorgi con la sua consueta perizia, dai quali si evince come il leader della minoranza abbia preso un colossale abbaglio; qui noi vogliamo dire che la Città non ha bisogno di questo clima di caccia alle streghe. Il sindaco Pardini, fin dalla sua prima dichiarazione pubblica, ha messo in rilievo la necessità di lavorare per il bene comune, preso atto di un risultato, che sì, ha visto vincere la nostra coalizione, ma che imponeva ed impone la ricerca di un clima politico migliore e più adulto, tenuto conto di un astensionismo enorme. Ebbene  onsigliere Raspini, a parte l’errore di forma – e lei sa bene che la forma è sostanza – di una raccomandazione che non è tale, ma che si sostanzia in una interrogazione che, a norma di regolamento, avrebbe dovuto avere altro iter procedurale, per la quale – e non vogliamo essere maliziosi, ma lei bruciava dalla voglia di sparare il colpo che aveva in canna – le diciamo che così non si fa. Alle parole devono seguire comportamenti coerenti e deve sapere che le velate, neanche tanto, minacce di portare la questione “Cecchini” su altri tavoli non ci spaventano, perché non solo non esiste alcun tipo di conflitto di interessi, ma soprattutto perché politicamente non è così che si fa”.

“La politica con la P maiuscola deve avere altri toni, altre vibrazioni, perché altrimenti gli istinti di parte, di per sé legittimi, torneranno prepotenti, con la conseguenza che, come al solito, i cittadini che abbiamo l’onore e l’onere di amministrare non ci comprenderebbero più di quello che già adesso non comprendano. Consigliere Raspini ritiri la sua “raccomandazione”, lo faccia perché Lucca ha bisogno di ben altro clima politico, visto che quello atmosferico è già surriscaldato di per conto suo”.

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