Vezzosi replica a Giorgi: “Raspini ‘trombato’? Anche 600 voti non sono un gran risultato”

L'ex segretario degli edili Cgil interbiene dopo le polemiche di questi giorni: "Serve rispetto per chi la pensa diversamente"

Anche l’ex segretario degli edili Cgil ed ex direttore della Scuola edile Lucca Valerio Vezzosi interviene dopo l’intervento dell’avvocata Lodovica Giorgi in merito alla vicenda Cecchini e al presunto conflitto d’interessi.

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“Leggo con attenzione l’intervento dell’avvocato Giorgi sulle vicende inerenti alla vicenda Cecchini e conflitto di interessi – commenta Vezzosi -. La prima cosa che salta all’occhio è il richiamo a ‘quanti danni possa fare il rancore’ riferendosi ai comportamenti di Raspini e dell’opposizione tutta. Ci si aspetterebbe, quindi, un intervento molto soft e rispettoso di chi la pensa diversamente. Quindi, da non rancorosa, si parte rivolgendosi a Raspini e i suoi come ‘trombati’. Vorrei, senza rancore, far notare che la lista della quale l’avvocato faceva parte ha raccolto circa 600 voti, che non è un gran risultato, o, perlomeno non tale dal dare del ‘trombato’ ad altri. A me pare che il ‘baldanzoso giovane, baldo condottiero o baldo giovanotto’ come l’avvocato non rancoroso definisce Francesco Raspini, ponga un problema che come cittadino mi pare corretto”.

“Se posso esprimere la mia opinione non da uomo di legge ma da chi un po’ di edilizia ne sa, provo a esplicitare in parole semplici e, più che altro senza particolare rabbia o rancore, come vedo la cosa. Se un ricco signore olandese vuol fare un importante investimento a Lucca è il benvenuto – prosegue Vezzosi -. Il magnate si rivolgerà a uno o più studi sul territorio per realizzare il progetto. Gli studi più importanti, in una piccola città come la nostra, spesso collaborano utilizzando specifiche competenze di altri. Quindi, per capirci, può essere che per risolvere il problema del mio cliente, mi rivolga ad altri professionisti. Quindi è assolutamente legittimo che un professionista, non titolare del progetto, ma delegato per competenza specifica, si muova con il sindaco o con l’assessore per ottenere quello che serve, cioè l’accoglienza di una osservazione al piano operativo”.

“Forse – conclude – saremo trombati o in malafede, ma le cose cambiano radicalmente se quel professionista assume l’incarico politico di consigliere delegato al piano operativo e analizzerà le osservazioni tra cui quelle a lui tanto care. A bassa voce, senza rabbia ne rancore la cosa potrebbe assumere l’aspetto di un conflitto d’interessi”.

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