Piano operativo, Mammini (Pd): ”Si pensi alle aspettative della città”

L'ex assessora: "Nei miei armadi non ci sono mai state giacchette da tirare. Inutili e malvagi i tentavi di screditare un buon lavoro di anni”

“Ci sono personaggi in città che negli anni sono diventati commentatori seriali, chi in modo anonimo sugli spazi on line che lo consentono, chi sui social, e hanno dispensato con un certo squallore offese a volontà. C’è sempre, insomma, chi non perde occasione per sporcare tutto ciò di cui parla con vuote allusioni e improvvide affermazioni, anche oggi che l’amministrazione è cambiata”. Esordisce così la consigliera del Pd, Serena Mammini, in seguito ad alcune affermazioni sull’onestà del suo lavoro come assessore all’urbanistica del Comune di Lucca apparse a commento del cosiddetto ‘affaire Cecchini’. Non ultima, la posizione diffusa con un comunicato stampa da Francesco Colucci dei Riformisti per Italia Viva, che afferma: “Il Pd è spaventato che, come è giusto, il piano operativo sia sospeso e soggetto a profonda revisione. Terrorizzata è la Mammini, ex assessore all’urbanistica, che teme di essere tirata per la giacchetta da tutti coloro che avevano aspettative per le sue scelte”.

Prosegue Serena Mammini: “In tutti questi anni, sempre invano, si è cercato di trovare scheletri negli armadi degli altri, sarà il caso di rovistare e mettere ordine tra le proprie giacchette invece di pensare a quelle altrui? Stia sereno e si rilassi. Adesso, poi, la responsabilità delle scelte è tutta nelle mani di un’altra amministrazione comunale: a chi dovrei render conto io? Per caso si pensa a promesse fatte dalla precedente amministrazione? Davvero si fa finta di non capire che il rigore, la competenza e la partecipazione erano cardini sui quali si è fondata l’azione urbanistica che ha elaborato prima il piano strutturale e poi il piano operativo adottato? Davvero si nega con tanta superficialità e leggerezza la comprovata trasparenza, elemento costitutivo del processo democratico, che è stata il faro del rinnovamento dei piani urbanistici? Una trasparenza che in certi ultimi passaggi dell’attuale maggioranza, invece, appare piuttosto offuscata”.

“Chi scrive poi che avrei dichiarato e invitato l’amministrazione ad andare avanti con il piano così come adottato – prosegue Serena Mammini – o è analfabeta o è in malafede. L’invito a migliorarlo e a partecipare con le osservazioni fu fatto fin da subito, anche dal palco del teatro del Giglio il giorno della presentazione pubblica e dell’inaugurazione della mostra. Un passaggio consueto per chi segue certi argomenti, forse meno per chi s’improvvisa. Se il mio invito ad andare avanti con la valutazione delle osservazioni migliorando, così come è normale, il piano adottato, è stato letto come espressione di terrore, c’è qualche lente, o qualche coscienza, che deve essere pulita per bene. Ma soprattutto – incalza Mammini – nessuno tira per la giacchetta chi non si mette nelle condizioni di farcisi tirare: condotta che probabilmente non è così comune o compresa, visto il ricorrente richiamo a pratiche opache che qualifica chi le insinua”.

Spiega quindi Serena Mammini: “Le aspettative sulle scelte del piano operativo le hanno le imprese, che dalla possibilità di realizzare un intervento o meno potranno svilupparsi e generare lavoro; le hanno le associazioni interessate alla salvaguardia di un sito storico, naturalistico o paesaggistico, o al miglioramento di un impianto sportivo; le hanno i professionisti della filiera edilizia e i cittadini che hanno bisogno di conoscere le trasformazioni ammesse sulle private proprietà. Le hanno, insomma, tutti coloro che hanno inviato i contributi prima dell’adozione, georeferenziati e analizzati a lungo in commissione urbanistica, e tutti coloro che si sono espressi nella fase successiva, con le osservazioni al piano adottato, anch’esse georeferenziate e pronte per l’analisi dopo un periodo di decantazione reso ancor più ampio per la scadenza amministrativa e quindi da una pausa politica obbligata. Un iter limpido, indicato dalla legge regionale di governo del territorio 65/2014, che presto anche l’amministrazione Pardini e i suoi sostenitori, deposta la toga di difensori dell’indifendibile, dovranno imparare a conoscere”.

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