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Delega all’urbanistica, nervi tesi per il dopo Cecchini

Fibrillazioni in maggioranza sul nodo del piano operativo, il sindaco convoca il vertice

Il cellulare del sindaco ha iniziato a squillare di continuo, poco dopo le 17 di ieri (10 novembre), quando ormai la decisione del consigliere comunale Elvio Cecchini di rimettere il suo incarico per il piano operativo era trapelata e di dominio pubblico.

Urbanistica, Cecchini rimette il suo incarico per il piano operativo: “Serve un cambio di passo” – Luccaindiretta

Telefonate e messaggi che Mario Pardini ha ricevuto da alcuni esponenti della stessa maggioranza, che si dicono “colti di sorpresa” dalla notizia. Lui ha tranquillizzato tutti, raccontano nell’entourage del centrodestra: con Cecchini non c’è stato “alcuno strappo”, ma la ‘mossa’ è stata invece “concordata e condivisa”. Perché – avrebbe detto a chi lo interrogava nel merito dei fatti e, soprattutto, sulle implicazioni politiche del ‘passo indietro’ di Cecchini -, l’incarico assegnato al consigliere di Lista Civile è giunto a conclusione del suo percorso. E ora, assicura Pardini, è arrivato il momento della “svolta per l’urbanistica”.

Un assessore all’urbanistica per Lucca. Pardini affida la delega – Luccaindiretta

Era in effetti da qualche tempo che Cecchini faceva presente al primo cittadino la necessità di imprimere operatività al settore, promuovendo una riorganizzazione dell’ufficio, attraverso la creazione di un settore esclusivamente dedicato all’iter del piano operativo, e, non da ultimo, sostenendo anche la necessità di affidarne il coordinamento ad un assessore con delega all’urbanistica. Un appello che non è rimasto inascoltato e che anzi sarebbe stato condiviso dal primo cittadino, che ha ammesso con Cecchini l’opportunità di dare uno slancio all’iter del piano operativo. Certo, la mossa del consigliere sembra, almeno ad alcuni elementi della stessa maggioranza, aver quanto meno accelerato i passaggi verso l’affidamento di un incarico specifico ad un assessore della giunta, che il sindaco, salvo ulteriori sorprese, formalizzerà martedì prossimo (14 novembre). Non prima almeno di aver condiviso la scelta con i partiti della maggioranza. Verte, infatti, tutto sul caso della delega all’urbanistica e, soprattutto, sulle prossime mosse da intraprendere verso l’approvazione del piano operativo, la riunione che lo stesso sindaco Mario Pardini, ha convocato per lunedì pomeriggio (13 novembre), poche ore prima di una annunciata conferenza stampa in cui sarà svelato il nome del ‘nuovo’ assessore all’urbanistica. Da quanto trapela, il primo cittadino, che oggi ha preferito non commentare gli ultimi sviluppi, rinviando all’appuntamento di martedì, sembra avere le idee chiare. Appare infatti da escludere, al netto di ulteriori colpi di scena, l’ingresso di una new entry nell’esecutivo: semmai si tratterà di affidare la delega a qualche assessore dell’attuale giunta. Non senza altri aggiustamenti. Perché anche a Cecchini toccherà qualcosa: così almeno gli avrebbe promesso il sindaco, spiegandogli comunque di non poter nominare lui assessore all’urbanistica.

Circola al riguardo, con una certa insistenza tra le indiscrezioni, il nome di Nicola Buchignani, attuale assessore con la delega ai lavori pubblici. L’ipotesi di affidare a lui l’incarico dell’urbanistica però non starebbe mettendo tutti d’accordo. Non solo per una questione di equilibri fra le forze politiche e le liste civiche della maggioranza che reclamano il loro giusto peso nella giunta, ma anche per questioni tecniche di opportunità, che potrebbero sorgere se andasse in porto l’eventuale creazione di un super assessorato con deleghe ‘pesanti’ come quelle delle opere pubbliche e del governo urbanistico del territorio. A puntare i piedi di fronte ad una simile ipotesi sarebbe in particolare la Lega, che teme di vedere in questo modo pendere troppo l’ago della bilancia verso Fratelli d’Italia, di cui Buchignani è espressione. L’alternativa potrebbe essere quella di un ‘rimpasto’ di attribuzioni fra gli assessori attualmente in carica, visto che, a quanto sembrerebbe, non si intende procedere con un vero e proprio rimpasto dell’esecutivo. Ovvero, come si diceva: sembra remota l’ipotesi dell’ingresso di un nuovo volto al posto di uno dei membri della squadra di Pardini.

Resta poi, non certo sullo sfondo, il destino di Cecchini. A lui l’urbanistica non toccherà, ma tra il consigliere e il sindaco non c’è alcun rancore. Ed è per questo che l’ex candidato sindaco di Lista Civile continuerà a far parte della squadra. Ma con un altro incarico. Certo, la sua decisione – benché condivisa con il sindaco -, e soprattutto le conseguenze finora seguite a quella scelta, creano, se non malumori, almeno qualche interrogativo all’interno di parti della stessa maggioranza. Che non avrebbero preso bene anzitutto il fatto di essere state messe di fronte al fatto compiuto, senza venire prima informate dal sindaco e dal suo staff che il delegato al piano operativo aveva rimesso il suo incarico. Esponenti dei partiti che sostengono Pardini confessano, infatti, a denti stretti ma ammettendo di conoscere che su questo fronte stavano sorgendo “problemi”, di essere stati all’oscuro anche circa la decisione del sindaco di procedere alla creazione di un assessorato all’urbanistica. Su quest’ultimo punto, poi, c’è un’altra partita aperta, che potrebbe tradursi in qualche ostacolo da superare da parte del sindaco, che ha l’intenzione, anche in questa occasione, di compattare la maggioranza attorno alle sue decisioni. La delega all’urbanistica è tra le più importanti nella giunta comunale e la sua assegnazione dovrà, inevitabilmente, tenere conto anche dei ‘rapporti di forza’ tra partiti e liste all’interno della coalizione.

Non se ne fa, tuttavia, soltanto una questione di deleghe e di nomi. Perché – ed il problema non è certo da poco – il ‘nuovo’ assessore dovrà tirare le fila del percorso che deve condurre, entro dicembre 2024, all’approvazione del piano operativo. L’iter, piuttosto complesso, ha bisogno di un’accelerazione. Lo ha detto al sindaco, in più occasioni, il consigliere Cecchini ma lo avrebbe fatto subito presente anche l’architetto Alessandro Marioni. Il nuovo dirigente dell’urbanistica, nominato lo scorso settembre, appena insediato, non avrebbe nascosto agli amministratori le difficoltà di un percorso complesso e delicato, a fronte di mezzi e risorse limitati, osservando anche che, a questo punto, è inevitabile procedere con una approvazione dello strumento così com’è stato ereditato, chiaramente limandolo e migliorandolo dove possibile, con il lavoro sulle osservazioni.

L’idea di una revisione radicale del piano operativo, di cui la coalizione di centrodestra aveva fatto un cavallo di battaglia in campagna elettorale, si è dovuta scontrare con una realtà più articolata. Convincendo il sindaco, e con lui la maggioranza (anche se, sembra, non proprio tutti), che si dovesse procedere con l’approvazione dello strumento adottato dalla precedente amministrazione di centrosinistra, apportando migliorie e rimandando la fase della revisione degli strumenti urbanistici ad un momento successivo, partendo da una variante al piano strutturale su cui poi costruire l’idea di città, frutto delle priorità e della visione del centrodestra. Ora quel percorso appare non solo inevitabile, ma obbligato dai tempi stretti e dalle scadenze che incombono. Per di più a fronte di un ufficio urbanistica che, oltre alla necessaria attenzione al piano operativo, deve sbrigare innumerevoli altre pratiche. Tutte questioni che l’assessore all’urbanistica dovrà saper dirimere e, prima di lui, il sindaco spiegare alla sua stessa maggioranza, cercando di convincere anche chi sull’intera questione nutre dubbi e continua ad avere delle obiezioni, sostenendo che il piano operativo partorito dall’ex amministrazione Tambellini andasse cambiato radicalmente così come era nelle iniziali intenzioni.