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Piano operativo, il dirigente ‘avvisa’ le categorie: un iter a tappe forzate per arrivare all’approvazione senza troppe modifiche

14 novembre 2023 | 18:01
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Piano operativo, il dirigente ‘avvisa’ le categorie: un iter a tappe forzate per arrivare all’approvazione senza troppe modifiche

Per l’architetto alla guida dell’ufficio urbanistica possibile accogliere soltanto le osservazioni che non comportano stravolgimento dello strumento approvato dall’ex amministrazione Tambellini. Malumori dei professionisti per i recuperi e gli ampliamenti

Accogliere soltanto le osservazioni che non determinino uno ‘stravolgimento’ del piano operativo adottato dall’ex amministrazione comunale di centrosinistra, introducendo lievi migliorie dove possibile e chiarendo alcuni aspetti e parti dello strumento che risulterebbero, se non oscuri, almeno poco chiari o soggetti ad interpretazioni controverse. È questa la strada che dovrà intraprendere l’iter per arrivare all’approvazione del piano entro il prossimo marzo.

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È quanto il nuovo dirigente all’urbanistica, Alessandro Marioni, avrebbe chiarito soltanto pochi giorni fa alle categorie professionali, in un confronto franco e obiettivo sullo stato dell’arte dell’urbanistica a Lucca che, in questa fase, equivale a dire piano operativo. Una sua eventuale riadozione non è infatti da tempo possibile, anche se teoricamente sarebbe stata una opzione per l’amministrazione Pardini al momento del suo insediamento: in quel caso, però, il lavoro sarebbe dovuto ripartire praticamente da capo. E di tempo l’urbanistica a Lucca non ne ha e non ne aveva, a quanto pare, già allora. Di tutto ciò, sono state messe a parte le categorie, che non hanno nascosto in quella sede – e successivamente – un certo disappunto. I malumori che sono seguiti sono tra le motivazioni che hanno spinto il consigliere comunale di Lista Civile, Elvio Cecchini, a rimettere il suo incarico per il piano operativo. Dopo aver accettato il ruolo con altri obiettivi che prevedevano, nelle intenzioni, un intervento radicale sullo strumento adottato dall’ex amministrazione Tambellini, ha deciso di farsi da parte. Non prima di aver chiesto al sindaco Mario Pardini di mettere l’ufficio nelle condizioni di procedere con l’iter, nominando un assessore all’urbanistica come guida di indirizzo e politica.

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Come ormai noto, al momento il sindaco ha deciso di tenere per sé la delega, come spiegato dal primo cittadino ieri (13 novembre) nella riunione della maggioranza sul tema del futuro dell’urbanistica. Pardini si è detto convinto che esistano ancora i margini per migliorare il piano operativo adottato, in modo anche profondo per alcuni aspetti specifici. Ma la sua linea non collima con quanto spiegato ai tecnici e ai professionisti da parte del dirigente dell’ufficio. Che ha messo le categorie di fronte ad un cronoprogramma serrato per evitare di finire in regime di “salvaguardia”, se il piano – una volta approvato -, non dovesse ricevere l’ok di Regione e Soprintendenza. Del resto, è stato spiegato, c’è da recuperare tempo: l’esame tecnico delle osservazioni è infatti in ritardo, almeno sei mesi, secondo quanto hanno dedotto alcuni tecnici presenti al confronto sulla base dei dati forniti. I professionisti hanno manifestato una certa delusione, soprattutto su alcuni punti.

In primo luogo, ci sono le questioni dei recuperi. Secondo l’interpretazione fornita da alcuni tecnici, il piano operativo adottato, pur predisponendo importanti possibilità nei recuperi dei grandi contenitori, negli interventi sull’ordinario – specie per quello che riguarda gli edifici storici – porrebbe paletti che non piacciono alle categorie. Tra le questioni sollevate nel cahiers de doléance di architetti e geometri anche le difficoltà relative agli ampliamenti di unità abitative che il piano adottato ‘ingesserebbe’ troppo.