Ridolfi a Legambiente: “Nella mia proposta nessun taglio indiscriminato di legname”
L’ex presidente del Consorzio di bonifica: “Si parla di quantità minime e di un intervento destinato soltanti ai privati”
“Le preoccupazioni di Legambiente Toscana e Versilia sulla proposta di legge di iniziativa popolare che ho promosso, relativa raccolta del legname sui corsi d’acqua e sulle spiagge e sul taglio delle piante in alveo, sono prive di fondamento e probabilmente nascono da incomprensioni o mancata conoscenza dei termini esatti della proposta”. Così l’ex presidente del Consorzio di Bonifica Toscana Nord, Ismaele Ridolfi.
“La raccolta del legname, sia nell’alveo dei fiumi che sulle spiagge – spiega – sarebbe effettuata solo da singoli privati e non da imprese; questo consentirebbe, dal punto di vista sociale, di poter rispondere ad esigenze di legna da riscaldamento, nei periodi invernali, senza costi per i cittadini che ne hanno necessità. Pertanto, si sta parlando di quantità minime rispetto alle centinaia di tonnellate di legname che ogni anno si depositano sulle spiagge e quindi non certamente in grado di alterare la funzione di contrasto del legname all’erosione delle coste sabbiose. Peraltro, Legmbiente solleva un problema ampiamente condivisibile quando sollecita la rimozione di rifiuti, plastiche in particolare, che sono rimesse in circolo dalle mareggiate”.
“Legambiente sa bene che il mio impegno contro la presenza di questi rifiuti sulle spiagge è sempre stato massimo – prosegue – in particolare negli anni nei quali abbiamo collaborato assieme, con il Sabato dell’ambiente promosso dal Consorzio di bonifica Toscana Nord, ai circoli della Legambiente e ai volontari di tante altre associazioni che hanno tolto, ogni fine mese, decine di quintali di rifiuti dalle sponde dei fiumi che altrimenti finirebbero in mare e sulle spiagge. Anche le preoccupazioni espresse da altri relativamente alla possibilità che la proposta di legge dia mano libera alle imprese private e alle cooperative di fare “tagli selvaggi” di vegetazione nelle aree demaniali dei corsi d’acqua, sono totalmente infondate”.
“I tagli di vegetazione sarebbero infatti autorizzati dal Genio Civile – conclude la nota – nei tempi necessari per effettuare tutte le necessarie verifiche preventive, e con il parere del Consorzio di bonifica competente per territorio, cioè degli enti preposti al controllo e alla manutenzione dei costi d’acqua. Inoltre, gli interventi effettuati dalle imprese o dalle cooperative dovrebbero essere coerenti con i piani di manutenzione degli enti preposti. Il vantaggio per la collettività è evidente: un risparmio dei costi di manutenzione che sarebbero invece sostenuti dai privati, costi che oggi i cittadini pagano con il contributo di bonifica”.


