La posizione
|Futuro del servizio idrico, per i Verdi bene ambiti provinciali o di città metropolitana
Per il partito occorre “azzerare l’attuale sistema. Ogni indaco potrà esprimere al massimo le proprie funzioni di indirizzo e controllo”
Futuro del servizio idrico, i Verdi Toscani espongono la propria posizione.
“Europa Verde evidenzia la necessità di affrontare la crisi climatica su più fronti integrati fra loro. In particolare, con riferimento alla gestione dei servizi pubblici quali il Servizio idrico integrato, la gestione dei rifiuti, la produzione e distribuzione di energia elettrica, la distribuzione di metano, il trasporto pubblico, si pone la necessità di superare sia la separatezza che esiste sul territorio sia la convinzione che l’efficacia delle gestioni sia necessariamente da associare a grandi dimensioni delle società o alla loro necessaria apertura a capitali privati (anzi, riguardo alla gestione dell’acqua è necessario applicare l’indirizzo politico fornito dal referendum del 2011, secondo il quale deve essere al 100% pubblica). Come è noto, la gestione di alcuni servizi pubblici (acqua, rifiuti) è prevista attraverso gli Ambiti territoriali ottimali (Ato). Questi ambiti dovrebbero garantire il superamento della frammentazione gestionale per arrivare ad una dimensione ottimale che benefici di un adeguato fattore di scala”.
“L’attuazione di questo indirizzo però ha portato ad una ulteriore separazione nella gestione degli stessi (gli Ato per la gestione del Ciclo idrico integrato non coincidono con quelli per i rifiuti) – prosegue – con l’inevitabile perdita di una visione unitaria e con duplicazione di costi . Se poi consideriamo che nel frattempo si sono inserite nuove normative per la riduzione del consumo energetico, per lo sviluppo delle fonti rinnovabili, per la ottimizzazione del recupero e riutilizzo delle risorse, per il riutilizzo delle acque depurate, si evidenzia come questo modello sia superato ed inadeguato. In questi ultimi anni sta maturando la consapevolezza del valore di una gestione integrata tra questi servizi: ad esempio è possibile produrre biogas negli impianti di depurazione utilizzando le frazioni organiche della raccolta differenziata, è possibile sviluppare fonti energetiche rinnovabili a partire dalle biomasse del circuito rifiuti, è possibile avviare nuove attività imprenditoriali a partire dal recupero delle acque dei depuratori e del calore dei grandi impianti energetici, gestire la tutela degli animali abbandonati, sviluppare una mobilità alternativa a quella che prevede l’utilizzo di auto private, eccetera”.
“In sostanza, l’economicità e i minori costi nelle gestioni sono possibili non solo (e forse non tanto) attraverso la definizione di grandi dimensioni delle singole società monoservizi, ma attraverso una gestione integrata degli stessi anche su territori meno vasti – prosegue la Federazione provinciale dei Verdi – Con l’ulteriore beneficio di non allontanare troppo la gestione dei servizi dai cittadini, e in definitiva, dagli utenti interessati. In questo nuovo scenario si inserisce pertanto la proposta di Europa Verde di azzerare l’attuale sistema degli Ato monoservizi per costituire un unico Ambito territoriale ottimale ambientale (Atoa), su un territorio non necessariamente troppo vasto, quale ad esempio quello provinciale o di città metropolitana, incaricato di gestire tutte le tematiche relative ai servizi ambientali (acqua, rifiuti, energia, mobilità , tutela degli animali, ecc.) cercando di individuare le migliori azioni integrate tra gli stessi. In questo Atoa ogni sindaco potrà esprimere al massimo le proprie funzioni di indirizzo e controllo, riducendo in tal modo i maggiori costi necessari a finanziare strutture duplicate o triplicate”.
“In questa proposta – concludono – deve ovviamente trovare adeguato spazio un ruolo anche di promozione di nuove tecnologie e di nuove soluzioni che partano proprio da interessi pubblici e da esperienze gestionali consolidate e legate al territorio – prosegue la nota – Solo così si avvieranno processi virtuosi come le raccolte differenziate spinte porta a porta, il recupero delle risorse, il riutilizzo delle acque depurate, lo sviluppo di sistemi energetici integrati che privilegino le fonti rinnovabili, la tutela degli animali, il rispetto dei delicati equilibri territoriali e ambientali. Bisogna in definitiva sia avvicinare le gestioni di tali servizi ai territori interessati sia prevedere una gestione integrata degli stessi sotto un forte controllo degli enti locali”.


