L'intervento
|Famiglie omogenitoriali, Lucca è un grande noi: “Il Comune di adegui alla sentenza della Corte Costituzionale”
La civica: “L’ente permetta la registrazione all’anagrafe dei figli di due mamme, nati in Italia da Pma legittimamente svolta all’estero”
“Famiglie omogenitoriali: il Comune di Lucca si adegui alla sentenza della Corte Costituzionale”. La pensa così Lucca è un grande noi, lista civica di opposizione.
“La recente sentenza pronunciata dalla Corte Costituzionale – dice Lucca è un grande noi – rappresenta un passaggio fondamentale per il riconoscimento dei diritti delle famiglie omogenitoriali in Italia. La Corte ha infatti dichiarato l’illegittimità dell’articolo 8 della legge 40, che fino ad ora impediva alle coppie di due madri – che hanno fatto ricorso alla procreazione medicalmente assistita (Pma) all’estero – di vedere riconosciuta la doppia genitorialità all’anagrafe. Questo pronunciamento restituisce finalmente dignità e tutela ai figli nati da due madri, ponendo fine a una discriminazione giuridica che negava il legame affettivo, educativo e di responsabilità tra i bambini e una delle due figure genitoriali. Diverse amministrazioni comunali hanno già annunciato l’immediata applicazione della sentenza, tornando a iscrivere regolarmente questi figli all’anagrafe, nel pieno rispetto dei loro diritti fondamentali”.
“Alla luce di ciò, ci auguriamo che l’amministrazione comunale si adegui senza indugi a quanto stabilito dalla Corte Costituzionale – prosegue – e permetta la registrazione integrale e immediata dei figli di due madri. È una questione che riguarda il principio di uguaglianza sancito dalla nostra Costituzione, il rispetto della dignità delle persone e la protezione dei minori, che devono poter contare su entrambi i genitori legalmente riconosciuti. Tuttavia, non possiamo non rilevare una crescente preoccupazione per il fatto che il Comune di Lucca, amministrato dalla giunta Pardini e dalla destra, dopo esser uscito dalla Rete Ready e perso risorse, patrocini e sostenga iniziative promosse da organizzazioni notoriamente contrarie ai diritti delle persone Lgbtq+, spesso in aperto contrasto con i principi di pluralismo, laicità e inclusione che un’amministrazione pubblica dovrebbe garantire. Tali scelte politiche e simboliche rischiano di marginalizzare ulteriormente le famiglie arcobaleno, le donne, e tutti quei cittadini e cittadine che non si riconoscono in modelli familiari o sociali unici e imposti”.
“È per questo che oggi, più che mai – dice ancora – chiediamo un segnale di coerenza e responsabilità da parte dell’amministrazione comunale. Il riconoscimento dei diritti dei figli di due madri non è una concessione ideologica, ma un atto dovuto, nell’interesse superiore dei minori e nella piena osservanza della legge e della recente sentenza della Corte”.
“Confidiamo che l’amministrazione comunale – conclude la civica – voglia cogliere questo importante cambiamento normativo per porsi, come già altri Comuni in Italia, all’avanguardia nella tutela dei diritti dei bambini e nell’affermazione della piena cittadinanza delle famiglie omogenitoriali. Chiediamo dunque che anche il Comune di Lucca si adegui tempestivamente a quanto stabilito dalla Corte e permetta la registrazione all’anagrafe dei figli di due mamme, nati in Italia da PMA legittimamente svolta all’estero. È un atto di giustizia, ma anche di responsabilità civile e istituzionale”.


