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Statua dell’emigrazione, il sindaco: “Il problema non è il messaggio, lì non si può modificare l’opera”

Pardini: “Solidali con la tragedia in corso, ma l’area è a vincolo diretto e per modifica serve ok. Lavoratori Valmet? Già fissato incontro”

Statua dell’emigrazione e lavoratori Valmet, il sindaco risponde alle polemiche.

Con quello che sta diventando quasi un appuntamento settimanale, con un video sui social, Mario Pardini replica alle polemiche e alle accuse dell’opposizione.

Sul monumento di Stefano Pierotti: “Faccio una premessa: la statua è stata commissionata dall’Associazione Lucchesi nel Mondo nel 2019, pagata dalla Fondazione Cassa di Risparmio e il Comune dette lo spazio molto prestigioso e importante che è quello dove appunto si trova, ovvero fuori Porta Sant’Anna. Nel tempo, quindi già prima del nostro arrivo, l’autore l’ha modificata. È intervenuto, ha cambiato il contesto di quello che doveva significare, tanto è vero che è stata disconosciuta dalla stessa associazione che l’aveva commissionata.  L’amministrazione precedente, nel 2021, alla prima modifica disse che all’autore di questo obbrobrio sarebbero stati richiesti i danni.  Quando sono arrivato io ho provato a interloquire con l’artista, ci siamo trovati, tanto che inizialmente ripulì anche la statua, ma poi non è andata come doveva andare. La statua non è stata ripristinata, la statua più volte è stata modificata fino all’altro giorno”.

“Il problema, per me intollerabile, inaccettabile, odioso – dice Pardini – è quello di far passare il messaggio che il problema è quello che c’è scritto, che l’artista ha scritto. Questo è vergognoso. Siamo intervenuti per il fatto che l’opera era statamodificata, perché si trova su suolo monumentale, è tutelata  dal vincolo diretto. Quindi per poter essere modificata ne deve essere autorizzata la modifica. Se quella statua vuole essere una statua viva, situazionista, nessuno lo critica, nessuno vuole tarpare le ali a, diciamo, a questo tipo di espressione, semplicemente non può essere fatto in quel contesto, perché quello, ripeto, è soggetto a vincolo diretto, quello è un bene monumentale, gli stati e i luoghi di un bene monumentale non possono essere mai modificati nemmeno temporaneamente se non dietro autorizzazione. E questa ovviamente non c’è mai stata”.

Ma se lo dice l’amministrazione precedente che è uno obbrobrio, tutti zitti – prosegue Pardini – Lo diciamo noi, che non l’abbiamo neanche definita un obbrobrio, ma abbiamo solo detto che è inaccettabile che venga usata come una bacheca personale da parte dell’artista per scrivere i suoi pensieri, giusti o sbagliati che siano, allora il problema è la libertà di espressione”.

“È vergognoso – prosegue – voler far pensare che io possa essere insensibile a una tragedia umanitaria che sta succedendo in questo momento. Questo tipo di comunicazione che viene fatta solo per scopi elettorali e ha come unico scopo soltanto quello di allontanare la gente alla politica, che ovviamente è anni luce di distante dai bisogni dei cittadini. Nessuno è insensibile a quello che succede tutti i giorni, nessuno rimane indifferente, siamo tutti solidali alla tragedia umanitaria in corso. Ma ripeto, il problema non è il messaggio. Lì ci può essere scritto qualunque cosa, il messaggio più giusto del mondo, il messaggio più universale. Ma non va bene, non può essere scritto lì”.

“Ma tanto è sempre uguale, perché si vive in una uno stato dove l’opposizione, sia a livello locale, sia a livello nazionale, parla sempre e solo di deriva autoritaria, mancanza di diritti e cancellazione della libertà e soppressione libertà d’espressione – prosegue – Tra l’altro, detto da chi una settimana fa era in piazza a protestare perché c’era una una conferenza dove dicevano cose con cui non erano d’accordo. In quel caso, quindi non è mancanza di libertà d’espressione, in quel caso non si deve proprio parlare. Quindi uno deve dire quello che va bene a una certa parte politica, sennò è censura”.

Poi sulla questione Valmet: “Ho letto un articolo in cui si dice il sindaco rimane in silenzio di fronte ai lavoratori di Valmet, il sindaco non li riceve – spiega Pardini – Ma è stato detto in consiglio comunale dal presidente del Consiglio l’altra sera.  Abbiamo già fissato l’incontro con i lavoratori e sarà i primi giorni della prossima settimana. E invece il giorno dopo l’opposizione si inventa un comunicato completamente falso, dipingendo una realtà che non esiste. Io non posso accettare la manipolazione della realtà. Non mi stupisce da chi ha accostato il mio nome alla mafia e continua a farlo e continua a manipolare e a non solidarizzare mai quando nei miei confronti vengono dette le cose peggiori. Però è bene che i cittadini che vogliono veramente essere informati, che credono veramente alla buona politica, che credono veramente che invece noi amministratori siamo qua nell’interesse collettivo, sappiano veramente come stanno le cose”.