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Ex Vivai Testi, Capigruppo maggioranza: “Consegniamo alla città un’area verde strategica”

I consiglieri Cecchini, Di Vito, Fagnani, Fava, Del Barga e Pierini: “La partenza dei lavori segna un risultato storico”

“Con l’inizio dei lavori agli ex vivai Testi restituiamo  ai lucchesi uno spazio verde strategico. è un segnale concreto dell’impegno della maggioranza per la tutela e la valorizzazione delle Mura, il nostro principale monumento”. Lo dichiarano i capigruppo in consiglio comunale Elvio Cecchini, Alessandro Di Vito, Lido Fava, Lorenzo Del Barga, Massimo Fagnani e Stefano Pierini.

“Si tratta di uno spazio – continuano – che da troppo tempo versava in condizioni di abbandono e che ora torna a far parte del disegno urbano e storico del nostro parco monumentale”.

L’area dell’ex Vivaio Testi, che si estende per una superficie complessiva di 3,3 ettari fra viale Carlo Del Prete e gli spalti già collegati alle Mura, è stata acquistata dal Comune per un importo di 482750 euro. In questa prima fase, i lavori prevedono la rimozione di vegetazione infestante, materiali inerti, vecchie recinzioni e impianti irrigui dismessi. Le aree in stabilizzato saranno riconvertite a verde, e l’intera zona sarà inserita nella gestione ordinaria del taglio dell’erba sugli spalti. Un agronomo forestale collaborerà alla mappatura e alla valutazione delle piante esistenti.

“L’intervento non prevede nuove edificazioni né modifiche strutturali – proseguono i Capigruppo –. Sarà mantenuta la continuità paesaggistica con il resto del parco delle Mura, nel pieno rispetto del valore storico e ambientale dell’area. La scelta è chiara: nessuna trasformazione invasiva, solo la volontà di restituire alla città uno spazio aperto, curato e coerente con la vocazione monumentale del sito”.

“Il recupero dell’ex Vivai Testi – concludono i Capigruppo – rappresenta quindi  un altro tassello fondamentale nella cucitura del parco delle Mura urbane, che acquista omogeneità, bellezza e accessibilità, riaffermando il suo ruolo centrale nella vita quotidiana e nella memoria collettiva dei lucchesi”.