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Referendum, Olivati (Lucca Futura): “Festeggiare il non voto vuol dire volere cittadini sudditi”

Il consigliere di opposizione: “Nella nostra città, il centrosinistra ha ampi margini per rilanciare dando una visione diversa”

Solo una classe dirigente che vorrebbe gli italiani sudditi e non cittadini, può gioire di una vittoria elettorale nata dall’astensione, ovvero l’invalidazione dei referendum dell’8 e9 giugno per mancato raggiungimento del quorum. Ma questo non ci sorprende guardando alla destra italiana, che governa in coalizioni rappresentanti una netta minoranza degli italiani, al governo nazionale (26,7% del corpo elettorale) come a Lucca (21,2%)”. Così Gabriele Olivati, capogruppo di Lucca Futura nel consiglio comunale di Lucca. 

“La verità è che lo strumento referendario, e il suo quorum altissimo – prosegue – sono nati in un periodo in cui il voto era quasi obbligatorio, ovvero c’erano penalizzazioni per i cittadini che non si recevano ai seggi. Questo ordinamento è stato abolito nel 1993 assieme all’introduzione del sistema elettorale maggioritario, che ha sostituito il proporzionale. All’epoca salutata come un’innovazione all’insegna della governabilità, in realtà è stato un messaggio molto negativo per gli italiani: non occorre che andiate a votare, e se ci andate rischiate che la forza politica da voi scelta non sia rappresentata in Parlamento. Ci meravigliamo quindi, se dagli anni ’90, l’affluenza è calata costantemente? Anche gli strumenti utilizzati con più frequenza per favorire la partecipazione, come primarie e referendum, non hanno migliorato più di tanto la situazione, focalizzando l’attenzione sulla singola persona o il singolo tema, perdendo di vista la cosa più importante: la visione politica”.

“A livello nazionale come locale – conclude la nota – il centrosinistra può e deve rilanciare dando una visione diversa. Giustissimo difendere i diritti dei lavoratori. Ora occorre predisporre una visione a 360 gradi della politica industriale, che scelga di puntare sul mantenimento e lo sviluppo dei settori strategici, dalle acciaierie, all’industria biomedica, alle nuove frontiere dell’intelligenza artificiale. A Lucca sembra che esista solo il turismo, mentre è fallito giusto pochi anni fa, tra gli ostracismi della destra, il tentativo di portare in centro storico una grande industria informatica. Nella nostra città, il centrosinistra ha ampi margini per rilanciare: smontare la propaganda dannosa della destra su Geal, rilanciare infrastrutture strategiche come il terminal bus e soprattutto mettere al centro della propria azione i cittadini e le loro esigenze. Questo deve avvenire su tutto il territorio dal centro alle periferie, contrastando l’approccio dell’amministrazione Pardini che i lucchesi, se non sudditi, sicuramente li preferisce spettatori dei suoi eventi e feste”.