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Ponte di Sant’Ansano, dubbi di Fratelli d’Italia sui lavori mancati. La Provincia: “Mai avuti a disposizione i 2 milioni di euro per l’intervento”

Fantozzi e Giannoni puntano il dito sul piano triennale. Pierucci: “Quando Palazzo Ducale ha avuto i fondi è sempre intervenuto”

“Dopo avere ascoltato le dichiarazioni di un cittadino di Ponte a Moriano, raccolte da una emittente locale, che ha detto esplicitamente che i soldi promessi dal presidente della Provincia di Lucca nel 2022 per il ponte di Sant’Ansano, ben 2 milioni di euro, sono stati dirottati altrove, a Bagni di Lucca al Ponte delle Catene, abbiamo approfondito la questione, alla luce anche di un comunicato dello stesso ente di Palazzo Ducale. Ebbene, la questione non sta esattamente in questi termini, dato che il Ponte delle Catene è stato oggetto di un intervento molto più estetico e di minore costo, ma appare comunque gravissima”. Lo dicono il capogruppo di Fratelli d’Italia nel consiglio regionale della Toscana Vittorio Fantozzi e Riccardo Giannoni, oggi presidente provinciale del partito e all’epoca consigliere provinciale. 

“Succede che, dopo il crollo del Ponte di Albiano Magra, è stata avviata una profonda azione di controllo in tutti i ponti della Toscana e d’Italia, fino a che, nel luglio 2022, sono state emanate le Linee guida per la classificazione e gestione del rischio, la valutazione della sicurezza e il monitoraggio dei ponti esistenti.  Nonostante questa situazione e qualche avvisaglia già evidente da anni, la Provincia di Lucca ha classificato come “medio” il rischio per il Ponte di S.Ansano che invec , come vediamo oggi, non era certo da sottovalutare. Allora, perché quei soldi sono rimasti una sterile indicazione su quel libro dei sogni che spesso è, specialmente per certe amministrazioni pubbliche, il piano triennale delle opere pubbliche? Oltretutto la Provincia di Lucca aveva inserito questi due milioni già nel piano triennale precedente, quello 2020-2023. A volere essere maliziosi, dopo la redazione del piano triennale delle opere pubbliche , qualcosa era cambiato, ma non vogliamo arrivare a pensare che l’intervento sia stato cassato per quel motivo cioè per le elezioni comunali di Lucca”.

“Vogliamo sperare che il motivo non sia quello –  concludono Fantozzi e Giannoni – Rimane il fatto che si tratta di una delle tante omissioni di un periodo amministrativo della Provincia di Lucca che viene fatto passare per splendido ma che, come impietosamente ci ricordano i container dell’istituto scolastico Paladini dove da anni sono costretti gli studenti, le strade provinciali e tanto altro, così brillante non è certo stato”.

Non tarda, sul tema, la replica di Palazzo Ducale secondo cui “la Provincia non ha destinato i fondi necessari per i lavori al Ponte di Sant’Ansano ad altre opere, ma, molto più semplicemente, quella somma non è mai entrata nelle casse dell’ente di Palazzo Ducale che intende fare chiarezza una volta per tutte su una vicenda sicuramente tecnica, ma, alla fine, molto semplice”.

I lavori per il Ponte di Sant’Ansano – stimati sui 2 milioni di euro – nel Piano triennale delle opere pubbliche 2022-2024, infatti – spiega l’ente – vennero inserite nella seconda annualità, come obiettivo da realizzare con i fondi provenienti dalle alienazioni. Come ben sa (o dovrebbe sapere) chi ha o ha avuto un ruolo di amministratore, le somme provenienti dalle alienazioni sono quanto di più incerto esista, poiché legate ad azioni – le alienazioni, appunto – che possono anche non verificarsi mai per motivi indipendenti dall’ente che vuole effettuarle. Per tale ragione, vengono ascritte a tale voce quelle opere che, pur essendo necessarie, non ricoprono carattere di urgenza. Una prassi comune a tutti gli enti, obbligati per legge a destinare ad opere concrete, fondi ‘virtuali’, di cui potrebbe non venire mai in possesso. Nel caso specifico dei ponti in provincia di Lucca, infatti, i fondi già acquisiti e, quindi, certi erano stati destinati alla ristrutturazione o ricostruzione di quelle infrastrutture le cui condizioni erano tali da necessitare di interventi certi e rapidi. Le priorità, a suo tempo, vennero decise secondo un rigido protocollo regionale che ne stabiliva i criteri e per il quale il Ponte di Sant’Ansano non rientrava in quelli di massima urgenza: per tale ragione venne inserito nelle opere che, qualora fossero stati venduti quei manufatti che la Provincia aveva inserito nell’elenco delle alienazioni, sarebbe stato oggetto di un intervento da 2 milioni di euro. Di fatto, però, le alienazioni non si sono verificate e quei 10 milioni da cui sarebbero provenuti i 2 per il ponte in questione non sono mai stati nella disposizione dell’ente di Palazzo Ducale. Non c’è stato, quindi, nessun cambiamento di obiettivo, né fondi che sono passati da un’opera a un’altra, bensì quei soldi non sono mai entrati nelle casse della Provincia”.

“Quando la Provincia ha avuto i fondi, i lavori sono sempre stati fatti – commenta il presidente della Provincia, Marcello Pierucci – e penso, ad esempio, al Ponte della Tambura a Vagli, realizzato ex novo o il Ponte Vergai a Villa Collemandina. Per contro, nel caso specifico, le risorse per effettuare una qualsiasi opera al Ponte di Sant’Ansano non ci sono mai state assegnate. La Provincia non può continuare ad essere vista come ‘bancomat’ del governo senza avere la possibilità di finanziare in autonomia le opere di cui il territorio ha bisogno: questo è il vero nodo della questione. Un nodo che esorterei le forze di centrodestra a guardare con serena oggettività per arrivare a una soluzione, facendo anche pressione sul loro governo, affinché le Province abbiano nuovamente la loro dignità di ente e possano essere incisive nella loro azione, piuttosto che affermare palesi inesattezze”.