La sentenza
|Legge regionale sulle concessioni demaniali, dichiarata la parziale incostituzionalità
In particolare, è stato censurato il tentativo della normativa regionale di prorogare quelle esistenti e i criteri per le nuove
La Corte Costituzionale, con la sentenza 89 depositata oggi (1 luglio) ha dichiarato l’illegittimità costituzionale di alcune disposizioni della legge regionale toscana 30 del 2024, che modificava la precedente legge 31 del 2016 in materia di concessioni demaniali marittime. La legge toscana era intervenuta in un contesto di forte incertezza normativa a livello nazionale ed europeo, cercando di disciplinare la gestione delle concessioni balneari nelle more di un riordino complessivo da parte dello Stato.
Tuttavia, la Corte ha ritenuto che la Regione Toscana sia andata oltre i propri poteri, invadendo la competenza legislativa esclusiva dello Stato in materia di ordinamento civile e tutela della concorrenza. In particolare, è stato censurato il tentativo della normativa regionale di prorogare le concessioni demaniali esistenti e di definire criteri e modalità per il rilascio delle nuove, in contrasto con la normativa nazionale vigente e con i principi comunitari sanciti dalla direttiva Bolkestein.
La Corte ha ribadito che, in attesa di un intervento statale organico, le Regioni non possono disciplinare autonomamente la durata o il rinnovo delle concessioni balneari, poiché ciò comporta effetti diretti sui rapporti contrattuali e sull’accesso al mercato, ambiti riservati alla competenza statale. La decisione avrà un impatto significativo sull’assetto delle concessioni lungo le coste toscane e riaccende il dibattito sull’urgenza di una riforma nazionale coerente con il diritto europeo.
“La sentenza della Corte costituzionale non aggiunge né toglie nulla alla nostra legge – così il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, e l’assessore a turismo e attività produttive, Leonardo Marras, commentano la notizia della sentenza della Consulta che ha dichiarato l’incostituzionalità di alcuni articoli della norma regionale sulle concessioni balneari – Avevamo chiarito, proprio nell’articolato, che avremmo subito preso atto della tanto attesa normativa nazionale. Rimane tuttavia la disputa nel merito, perché la legge nazionale a cui siamo tenuti ad adeguarci, ha aggiunto confusione alla confusione e il decreto attuativo appena proposto dal ministro Salvini non fa che confermarlo. Avevano a disposizione una legge ben fatta e hanno stravolto anche il compito più semplice: quello di copiarla. Rispettiamo questa decisione, ma politicamente non possiamo che osservare un’altra volta quanto questa materia sia stata usata soltanto a fini elettorali, senza mai entrare davvero dentro al cuore di uno dei settori più importanti del turismo italiano, i cui effetti negativi dovuti allo stallo, continueranno a generarsi anche nei prossimi anni”.


