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Family Day Toscana contro la parità di genere nelle scuole, Palp: “Rifiutiamo con fermezza il loro intervento”

Per il partito, intervenuto dopo la presa di posizione dei pro famiglia, resta “fondamentale l’educazione dei ragazzi sulle questioni di genere”

“Il Family Day Toscana sostiene che i progetti avviati nelle scuole della provincia di Lucca, volti a promuovere la consapevolezza e la comprensione delle questioni di genere e dell’identità di genere, siano un tentativo ideologico di plasmare gli studenti secondo un preciso disegno”. Lo afferma Potere al Popolo Lucca.

“Come mai – prosegue il movimento lucchese – ci si preoccupa tanto se i propri figli vengono educati al rispetto delle diversità, ma non si leggono comunicati indignati quando le iniziative riguardano la propaganda bellicista sempre più diffusa che presenta le carriere militari come percorsi assolutamente invitanti, senza fornire strumenti critici agli studenti? Come mai non ci si scandalizza di fronte ai dati Inail sugli infortuni e morti durante il Pcto?“.

Crediamo piuttosto che sia fondamentale educare i ragazzi a riflettere sulle questioni legate al binarismo di genere in quanto costrutto sociale e culturale millenario, frutto di dinamiche di potere e repressione della spontaneità individuale. Dobbiamo insegnare – prosegue Potere al Popolo – che chi nasce uomo o donna può possedere caratteristiche che la nostra società codifica come “maschili” o “femminili”, ma che queste categorie non sono innate, bensì il risultato di una “educastrazione” culturale che limita l’espressione autentica di ogni persona. Una riflessione approfondita su questi temi non può che aiutarli a sviluppare una maggiore comprensione e accettazione di chi è diverso da loro, riconoscendo che la diversità è una ricchezza e non un limite”.

“L’insistenza sul patriarcato (concetto sociologicamente ritenuto inappropriato, quantomeno nelle società occidentali) alimenti, ulteriormente – prosegue l’associazione – la conflittualità nel rapporto tra i sessi e mini ogni tentativo di ricostruzione di quella alleanza tra l’uomo e la donna di cui questa generazione ha estremo bisogno, preferendo invece offrire una visione della figura maschile intrinsecamente violenta e sopraffattrice. Il patriarcato non è una finzione, ma un fenomeno sistemico, di carattere sociale, culturale ed economico. Dire che il patriarcato non esiste è un’offesa per i femminicidi e transicidi che avvengono ogni giorno. Per tutte le violenze psicologiche, economiche e fisiche che le soggettività oppresse subiscono. Non si tratta dunque di una fantomatica riconciliazione tra sessi, ma di problematizzare un fenomeno sociale e offrire degli strumenti alle nuove generazioni per la lettura della realtà al di fuori e dentro di loro”.

“Tuttavia, nel rifiutare con fermezza l’intervento del Family Day Toscana e le politiche repressive di questo governo incapace di far fronte al fenomeno della violenza di genere – prosegue il movimento lucchese – vogliamo ricordare che la destra non è l’unica a sostenere gli anti-scelta e le loro ingerenze nella vita delle donne e delle soggettività non binarie. Infatti, quando il governo nel 2024 ha stabilito che le Regioni possano collaborare con gli anti-scelta nei consultori, scatenando il conveniente dissenso di Giani, la Regione Toscana era già stata un passo avanti, erogando dal 2017 ben 195mila euro al Forum Toscano delle associazioni per i diritti della famiglia. Solo grazie ai movimenti femministi che hanno lottato è stato possibile interrompere questa collaborazione. Se Giani fosse davvero convinto dei diritti all’Ivg, all’educazione di genere, alla diffusione di una cultura del rispetto e della reciprocità non si fermerebbe a una semplice opposizione al governo”.