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Pd, cinque nomi per quattro posti fra gli uomini in lizza per il collegio di Lucca alle regionali

Già certe le candidature di Puppa e Mercanti, ci saranno Del Dotto, Brocchini e Anna Graziani. ‘Battaglia’ fra ex sindaci per un posto

Manca ancora l’ufficialità, attesa per la fine di agosto, ma dentro al Partito Democratico il cantiere in vista delle elezioni regionali d’autunno è già aperto. E tra conferme, ritorni, ambizioni personali e bilanciamenti di genere, inizia a delinearsi il mosaico della lista del Pd nella circoscrizione provinciale di Lucca.

In Versilia il quadro appare già piuttosto definito. Il partito sembra aver trovato la quadra su tre nomi: due uomini e una donna. La candidatura più forte in campo è quella di Alessandro Del Dotto, ex sindaco di Camaiore, figura esperta e radicata, considerata una delle punte della lista. Accanto a lui, in un ruolo definito di ‘servizio’ dovrebbe correre Riccardo Brocchini, presidente del consiglio comunale di Massarosa, nome utile per consolidare la rappresentanza territoriale e garantire equilibri interni.

Sul fronte femminile, appare ormai certo il nome di Anna Graziani, assessora al sociale del Comune di Camaiore e già candidata al Senato per il Pd nel 2022. Una figura apprezzata e coerente con la linea progressista del partito, che garantirebbe un profilo solido e rappresentativo per l’area versiliese. Con uno sguardo concreto e sensibile, rappresenta al meglio l’anima sociale del Pd e porta con sé l’esperienza di chi lavora sul campo per rendere la politica uno strumento di giustizia e coesione.

Nella parte della circoscrizione rappresentata dal Pd territoriale di Lucca e Valle del Serchio l’unica certezza al femminile resta Valentina Mercanti, consigliera regionale uscente, che sembrerebbe avere già chiara l’intenzione di ricandidarsi.

Più ingarbugliata la situazione sul fronte maschile, dove pesano gli equilibri interni al partito, le tensioni tra correnti e le ambizioni personali. Sembra blindata la ricandidatura di Mario Puppa, espressione della Garfagnana e consigliere tra i più votati nel 2020. Puppa è considerato uno dei rappresentanti di riferimento dell’area riformista del Pd, vicina a Stefano Bonaccini, oggi minoranza all’interno del partito dopo la vittoria congressuale di Elly Schlein.

Proprio nell’area della segretaria nazionale si inserisce l’ormai quasi certo ritorno in scena di Alessandro Tambellini, ex sindaco di Lucca, da tre anni fuori dalla politica attiva. La sua figura – colta, sobria e autorevole non foss’altro per il cursus honorum politico con un decennio da sindaco – ha conservato un credito nel partito e tra le persone, anche per la sua doppia vittoria contro il centrodestra in un Comune storicamente tutt’altro che facile per il centrosinistra. Non solo: alcune opere pubbliche che oggi vengono portate a compimento a Lucca – dal sottopasso della stazione alla rigenerazione di Ponte a Moriano fino all’asse suburbano – portano anche la firma della sua amministrazione. E perfino il piano urbanistico, in un momento in cui il settore è tornato al centro del dibattito nazionale dopo le vicende di Milano, è stato completato dalla giunta di centrodestra. Ma la possibile candidatura di Tambellini sta generando più di qualche mal di pancia.

L’altro contendente forte è Luca Menesini, anche lui in cerca di un posto nella lista. Ex sindaco di Capannori, ex presidente della Provincia e oggi presidente del consiglio comunale di Capannori con ruolo di primo piano anche a Bruxelles (è capogruppo del Partito socialista europeo (Pse) del Comitato europeo delle Regioni), può contare su un solido seguito anche online, con la sua rubrica social I lunedì del Menesini, e su un’esperienza amministrativa che lo ha reso interlocutore di tutto il territorio. È il nome su cui punta una parte dell’area Bonaccini per esprimere un profilo competitivo, capace di raccogliere consenso ampio.

Sulla sua candidatura potrebbe anche pesare la frattura che si è aperta all’interno del Pd sulla Piana di Lucca: pesa la gestione della vicenda dell’impianto di riciclo pannolini a Salanetti, che ha alimentato tensioni tra Comuni dello stesso colore e dentro lo stesso partito. La rottura più evidente è arrivata con le dimissioni dal Pd del sindaco di Porcari, Leonardo Fornaciari, che ha denunciato pubblicamente mancanza di ascolto e isolamento istituzionale. Una ferita freschissima, che rende più difficile, anche dal punto di vista politico, la costruzione di una candidatura unitaria e davvero rappresentativa dell’intero territorio di Lucca e Piana.

Secondo alcune indiscrezioni anche Puppa vedrebbe con favore la candidatura di Tambellini, considerandolo un competitor meno insidioso di Menesini in termini di voti. Un elemento che rafforza l’idea di una partita interna ancora molto aperta.

Al momento, lo scontro tra Menesini e Tambellini resta potenziale: un eventuale passo indietro dell’ex presidente della Provincia – ipotesi non all’ordine del giorno – potrebbe aprire scenari più definiti e lineari. In caso contrario, si profila un duello tra due anime del partito.

Con cinque nomi praticamente certi – Mercanti, Puppa, Del Dotto, Graziani e Brocchini – e un altro tra Tambellini e Menesini, al Pd a quel punto resterebbero da individuare soltanto due candidature femminili per completare la lista nella circoscrizione lucchese.