Logo
Sicurezza, Lucca è un grande noi: “Dopo 1000 giorni di governo della città il tempo delle scuse è finito”

La capogruppo Vietina: “La destra amministra Lucca da tre anni e siamo ancora alla fase del lamentio e delle raccolte firme”

Leggo con stupore una nota di Fratelli d’Italia – a firma dei coordinatori locali e del capogruppo in consiglio regionale – che invece di rispondere con i fatti alle evidenti difficoltà della giunta Pardini nell’affrontare il degrado e garantire sicurezza nel territorio comunale, sceglie la strada della solita, stanca propaganda ideologica”. Inizia così la replica di Ilaria Vietina, di Lucca è un grande noi alle posizioni del partito di maggioranza relativa in Comune e a livello nazionale.

Scomodare personaggi che nulla hanno a che fare con la mia persona, con la lista Lucca è un grande noi ma che, soprattutto, nulla hanno a che fare con la città di Lucca e la sua realtà – dice Vietina – è lo sciocco tentativo di chi cerca di sviare dal tema (se non scappare) dimostrando una pochezza di contenuti disarmante oltre che la chiara incapacità di governare. Non accetto lezioni da chi, in tre anni di governo cittadino, ha completamente disatteso le promesse fatte ai lucchesi e oggi, in assenza di idee, attraverso i giornali bussa alla porta del governo nazionale ammettendo di non saper far altro. La situazione è sotto gli occhi di tutti: il degrado in città è aumentato, la sicurezza è sempre più precaria visti i continui episodi violenti che si ripetono ormai quotidianamente, e le risposte dell’amministrazione sono sempre più frammentarie, tardive e, troppo spesso, solo di facciata. La destra amministra Lucca da tre anni e siamo ancora alla fase del lamentio e delle raccolte firme invece che dell’agire. Governare significa assumersi responsabilità, non scaricarle sul passato o su avversari politici. È troppo comodo, dopo più di 1000 giorni e aver sostituito l’assessore alla sicurezza, prendersela con chi oggi siede tra i banchi della minoranza, accusandolo di buonismo o lassismo, mentre le strade della città si svuotano di presidio, si riempiono di incuria e i cittadini temono di tornare a casa la sera”.

“Un recente sondaggio (di Lucca in Diretta, ndr) condotto dall’Istituto Demopolis su un campione di oltre 1.200 cittadini lucchesi, indica che il 60% dei lucchesi ritiene che Lucca sia diventata meno sicura negli ultimi tre anni. Ancora più significativo è che, per il 58% degli intervistati, la causa principale di questo peggioramento è la scarsa attenzione delle istituzioni. Un chiaro responso nei confronti della giunta Pardini e il fallimento delle ricette sbagliate e fallimentari della destra lucchese che ricade sulle vite della cittadinanza. Attaccare la mia persona con argomentazioni ideologiche che nulla hanno a che vedere con la situazione reale di Lucca serve solo a nascondere l’imbarazzante vuoto politico della destra lucchese incapace di concretizzare soluzioni durature capaci di rispondere alle reali e urgenti necessità delle cittadine e dei cittadini lucchesi”.

“Mi si accusa di aver promosso coesione sociale e integrazione? Sì, lo rivendico con orgoglio – dice Vietina – Perché una città più sicura si costruisce con la prevenzione, con un presidio di proposte capaci di animare e coinvolgere le anime del territorio, con il rispetto e l’inclusione, con una particolare attenzione e cura verso adolescenti e giovani, non con slogan urlati o con iniziative spot scaricando tutto il peso della responsabilità politica sulle spalle delle forze dell’ordine. La verità è semplice: oggi chi governa ha la possibilità e il dovere di agire e garantire una città accogliente e vivibile. Se la situazione è grave, come le stesse forze di maggioranza ammettono, allora devono spiegare cosa hanno fatto finora. Dove sono le soluzioni tanto sbandierate? Dove sono i miglioramenti promessi? La realtà quotidiana che vive la cittadinanza racconta tutt’altro. La situazione è ben peggiorata dopo aver abbandonato i presidi sociali e culturali che rendono vivi i luoghi della comunità affidandosi all’idea che la sola soluzione sia la mano dura”.

“Tre anni di amministrazione cittadina per annunciare una futura relazione – dice – per poi portare le istanze al governo o invitare il sindaco a rivolgersi al governo nazionale è davvero un tempo troppo lungo che non annuncia nulla di buono per l’immediato e il futuro di Lucca: le istanze dei cittadini si raccolgono con l’ascolto, e si soddisfano con la presenza vera nei quartieri, con le azioni concrete, non con le relazioni da mettere in mostra per nascondere un’inerzia senza eguali”.

Si convochi al più presto il consiglio comunale straordinario sulla sicurezza – conclude – annunciato ormai un anno fa dal presidente Torrini e poi dimenticato, come primo atto di sinergia e collaborazione tra tutte le anime e realtà cittadine. Don Milani diceva A che serve avere le mani pulite se si tengono in tasca?. Il tempo delle scuse e delle lamentele è finito. La destra, visti i pessimi risultati, eviti i piagnistei, si dia da fare, non perda altro tempo e tenti almeno di essere fantasiosa nel progettare e governi: lo faccia con responsabilità, con serietà e con rispetto per l’intelligenza delle lucchese e dei lucchesi”.