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Forum Acqua Pubblica e Si-cura in assemblea: “Situazione complessa e preoccupante ma non ancora senza speranza”

Appuntamento per il 26 agosto a Sant’Alessio

Il Forum Acqua Pubblica e Si-cura di Lucca organizza un’assemblea pubblica che sarà il 26 agosto alle 21 a Sant’Alessio, nel giardino del circolo Arci. L’assemblea nasce per discutere, spiegano, “la situazione dell’acqua a Lucca e nelle zone limitrofe” che per le associazioni “è complessa e preoccupante, ma non ancora senza speranza. Nonostante numerosi problemi irrisolti riguardo al completamento e all’adeguamento delle reti e degli impianti, si continua a assistere a una vera e propria commedia, interpretata da attori poco competenti e interessati più a giochi di potere che al bene comune. L’acqua, infatti, è un bene fondamentale riconosciuto come diritto inalienabile dall’Onu e il suo accesso dovrebbe essere garantito a tutti.

A Lucca si scommette sulla fiducia della popolazione, ma i risultati dei referendum del 2011 dimostrano chiaramente che oltre il 95% dei votanti, in una consultazione con quorum, si espresse contro la privatizzazione del servizio idrico e a favore di un sistema pubblico e senza remunerazioni garantite ai gestori privati. Tuttavia, alcuni attori continuano a giocare con l’acqua dei lucchesi, coinvolgendo aziende come ACEA o la Multitutility Fiorentina, nate per spartirsi il mercato delle bollette e mettere fuori gioco i servizi pubblici.

Il problema più urgente riguarda i fondi necessari per completare le reti fognarie: mancano circa 120 milioni di euro, molti dei quali sono necessari proprio nell’area che alimenta la riserva idrica da cui preleviamo l’acqua destinata a Pisa, Livorno e alle frazioni di Capannori. L’acqua, bene comune da tutelare, è già contaminata da sostanze pericolose come i Pfas, di cui il Governo ha deciso di ridurre le concentrazioni consentite per la salute dei cittadini. Il nostro Forum ha fornito dati e analisi in anticipo, ma finora non ha ricevuto risposte concrete da Lucca. È emerso anche che l’Autorità Idrica Toscana non ha mai ricevuto tutte le informazioni richieste, mentre si occupava di rispondere a ricorsi di aziende come Geal, che invocava acque di pregio.

Abbiamo espresso chiaramente la nostra posizione: la gestione dell’acqua deve rimanere pubblica, rispettando la legge Galli e promuovendo una logica solidaristica tra le comunità. L’accesso all’acqua è un diritto, non un privilegio o un colpo di fortuna. Geal è ormai al capolinea, e riteniamo che la gestione del servizio debba essere riunificata non solo per Lucca e la valle del Serchio, ma anche con Capannori e la piana, per affrontare le sfide future.

Presto sarà necessario adeguare gli impianti e completare le reti, riducendo le perdite e rispettando le nuove direttive europee e le leggi italiane. Lucca, che da quasi 200 anni non è più la capitale di uno Stato, non può più svolgere il ruolo di regolatore dei consumi idrici civili, agricoli e industriali. È fondamentale mettere in comune le risorse e i sistemi, perché altrimenti le tariffe aumenteranno drasticamente e rischieremo multe salatissime dall’Europa”.