L'intervento
|Pardini Cattani dopo l’assemblea del Forum Acqua pubblica Si-Cura: “Sul futuro della gestione intollerabile perdita di tempo”
Il rappresentante del Comitato Oltreserchio e Colline Lucchesi: “Occorre dare seguito, senza indugio, a quanto previsto dalla legge”
Partecipata assemblea popolare organizzata dal Forum Acqua pubblica Si-cura, sui temi dell’acqua e della sua qualità, e delle fognature.
“Ringraziamo – dice Pardini Cattani del Comitato Oltreserchio e Colline Lucchesi – il Forum e i relatori Panigada e Galeotti che, con competenza e capacità di ascolto, sono stati capaci di fare chiarezza sulla situazione che Lucca sta vivendo riguardo alla tematica in questione. Noi come comitato esprimiamo preoccupazione per la situazione che è stata innescata con i ricorsi attivati dal Comune di Lucca finalizzati a bloccare l’assorbimento di Geal in Gaia, così come prevede la legge, a partire dall’1 gennaio del prossimo anno. Siamo arrivati alla scadenza della concessione Geal senza che nel frattempo sia maturata una soluzione ottimale che permettesse sia di garantire una gestione dell’acqua pubblica al centro per cento come voleva il referendum del 2011, sia che permettesse una gestione integrata a livello territoriale che comprendesse la Piana di Lucca. In sostanza una concessione che riguardasse l’intera Provincia di Lucca, dimensione considerata né troppo grande, né troppo piccola, per consentire una efficace programmazione ed economie di scala adeguate”.
“È successo perché è mancata una visione – dice Pardini Cattani – È stato perso il treno del Pnrr per incapacità gestionali, programmatorie, progettuali. Si parla di cifre vicine a 100 milioni di euro per portare a compimento la rete fognaria. Il Pnrr sarebbe stata una occasione formidabile per garantirsi le risorse necessarie. Oggi ci troviamo con accordi di programma scaduti per il reperimento di risorse l’ultimo è datato al 2006. Non si vedono iniziative all’orizzonte che puntino ad un nuovo accordo di programma tra gli enti sotto ordinati e il ministero dell’ambiente e delle infrastrutture che, oggi, è impegnato però a portare avanti il Ponte sullo Stretto, cosa che comporta il drenaggio delle risorse definite di coesione, cioè quelle destinate ai territori, per eseguire le necessarie opere locali. E sarà dura reperire ulteriori risorse, visto anche l’aria che tira in Europa con la guerra, il riarmo ect. Continua inoltre a perdurare una situazione di incertezza circa l’assegnazione della nuova concessione con idee e proposte espresse in zona Cesarini senza essere, come detto, state verificate e maturate nei tempi idonei. Confusione, conflitti, polemiche, ricorsi, di tutto e di più. E tutto si tramuta in una perdita intollerabile di tempo”.
“La legge dice che Geal, società partecipata dal privato, con una quota del 49 per cento, al 31 dicembre dovrà essere assorbita dalla società Gaia, una società che ha davanti a se ancora una decina di anni di vita prima della scadenza della sua concessione, totalmete pubblica, che attualmente gestisce il territorio di parte della Provincia di Lucca e della Versilia – ricorda Cattani Pardini – Registriamo che questo assorbimento, assicurerebbe un’acqua completamente pubblica e metterebbe fine all’incertezza e all’impasse riguardante programmi e investimenti, in realtà non ci sarà alla data stabilita, a seguito del ricorso in sede giurisdizionale del Comune di Lucca, che ha indotto Ait e la stessa Gaia ad aspettare la sentenza definitiva relativa al ricorso presentato, prima di procedere a formalizzare il passaggio previsto dalla legge. Ciò porterà ad una proroga della concessione a Geal, a regalare al socio privato ulteriori guadagni e a perdere ulteriore tempo. Tutto ciò comporta allungamento dei tempi, incertezza, ingessatura dello status quo. A nostro avviso la soluzione migliore era dare seguito, senza indugio, a quanto previsto dalla legge, con l’assorbimento di Geal da parte di Gaia e contestualmente attivare procedure per l’implementazione della concessione ricomprendendo i comuni della Piana di Lucca, per consentire la gestione integrata dei servizi. In tal modo sarebbe stato possibile, da subito, riattivare una programmazione finalizzata al reperimento delle risorse per il completamento delle opere”.
“Circolano voci, pensate ad arte, per scongiurare il passaggio di Geal in Gaia, voci infondate e false specie sulle tariffe, sulla tutela personale, sui bilanci di Gaia che sarebbero in passivo – dice ancora – Tutto falso. I passivi sono riferibili, come è stato spiegato nell’assemblea popolare organizzata dal Forum acqua pubblica Si-cura svoltasi il 26 agosto scorso, ai debiti che i vari enti e Comuni hanno trasferito, al momento della concessione a Gaia, all’inizio degli anni duemila, allorchè Gaia dovette assumersi tali oneri che peraltro riguardavano la prestazione di servizi e opere prestate e realizzate dai vari enti e fatte confluire, inopportunamente, nei bilanci della costituenda Gaia. Dal 2009 però i bilanci di Gaia sono certificati virtuosi e in attivo, tanto che la stessa Gaia dal 2011 al 2023 ha restituito agli utenti 18 milioni di euro, sotto forma di aiuti alle famiglie in stato di bisogno organizzati nel Fondo Utenze disagiate e come somme stanziate per nuovi investimenti, atti a finanziare futuri interventi senza gravare in toto sulla tariffa, a vantaggio dei cittadini. Gaia in questi anni ha lavorato bene, assicurando investimenti sul proprio territorio pari, negli ultimi tre anni, a 122 milioni di euro (131 euro di investimenti pro capite nel 2023, una cifra importante, quando il valore medio nazionale è pari a 60 euro per abitante) ha pianificato con attenzione e ascolto le realtà locali. Sono previsti investimenti futuri pari a 300 milioni di euro da oggi al 2034. Gaia ha ottenuto importanti fondi Pnrr (potendo contare su una struttura tecnica interna in grado di elaborare progetti su cui richiedere risorse ) con l’obiettivo del dimezzamento delle perdite idriche sul territorio e si è aggiudicata 25 milioni di euro dal Ministero, posizionandosi al terzo posto in graduatoria a livello nazionale”.
“Detto questo sottolineiamo – conclude – che le risorse milionarie incassate in questi tre anni dal Comune e dal socio privato, per le rispettive quote, dalle tariffe Geal, non sono state reinvestite per migliorare e implementare le reti tecnologiche, infatti il Comune i soldi li ha messi nel bilancio corrente, ci ha pagato di tutto fuorchè i lavori sulla realizzazione della fognatura e dell’acquedotto là dove manca, mentre il privato ha fatto i suoi affari e ha distribuito i dividendi milionari tra i suoi soci, i soldi dei lucchesi. Da anni il Comune non mette una lira sull’implementazione delle fognature, negli ultimi piani triennali non c’è traccia di risorse impegnate in tal senso, eppure sarebbe importante, nelle more di una nuova concessione, e di un nuovo accordo di programma, procedere a mettere a terra la progettazione della rete fognaria, che richiede tempi lunghi per incarichi, redazione progetti, autorizzazioni) e poi per la realizzazione (per indizione gare, aggiudicazione, cantierizzazioni, realizzazione lavori, collaudi) tempi molto lunghi, anni. In modo che una volta reperite le risorse sia possibile partire subito con i lavori. A fronte di tutto ciò, stiamo assistendo ad una intollerabile perdita di tempo, sulla pelle dei cittadini e della tutela del territorio”.


