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Medico e infermiere aggrediti al Versilia da un paziente, insorge Fratelli d’Italia

Il consigliere regionale Vittorio Fantozzi: “Più sicurezza nel programma di Tomasi”. Zucconi e Giannini: “Inaccettabili rischi per i sanitari”

Un altro grave episodio di cronaca nera ha caratterizzato l’attività notturna all’ospedale Versilia di Lido di Camaiore. Un uomo di origine straniera ha infatti ferito un medico e una infermiera che cercavano di visitarlo. 

Il fatto è accaduto una decina di giorni fa ma è stato reso noto in queste ore da una sigla sindacale, la Fials. Questo episodio fa seguito all’aggressione dei medici del 118 a Torre del Lago e alle escandescenze di un uomo, sempre al pronto soccorso, che ha minacciato addirittura gli altri pazienti presenti.

“Insomma, un quadro desolante, per una situazione che non è cambiata, semmai peggiorata, dopo la visita che ho fatto, a inizio agosto, insieme al candidato a presidente della Regione Toscana Alessandro Tomasi – commenta il consigliere regionale Vittorio Fantozzi di Fratelli d’Italia –  Nonostante le decine di episodi disseminati un po’ ovunque, non è stato fatto nulla da parte della Regione Toscana per arginare il fenomeno. Siamo fermi alle dichiarazioni di Giani che, esattamente un anno fa, faceva uno dei tantissimi annunci che, nello stile della sinistra renziana e post renziana, servono a prendere un titolo di giornale, per un giorno”.

“Mi riferisco alla proposta di istituire una polizia regionale – prosegue –  che avesse il compito principale proprio quello di salvaguardare gli operatori sanitari. Dopo un anno nulla è accaduto, mentre invece la proposta che abbiamo fatto come Fratelli d’Italia in Consiglio Regionale di creare presidi militari per questo scopo è stata derisa e accantonata come troppo muscolare. Intanto la situazione è sempre più compromessa e mentre va agli operatori sanitari feriti tutta la mia solidarietà e la mia vicinanza, credo che per risolvere il problema si debba voltare pagina. Con Tomasi abbiamo messo a fuoco quali possono essere le linee operative per dare una svolta anche a questa annosa problematica, una delle tante che la sinistra non è stata capace di risolvere”.

Sul tema anche il segretario di presidenza alla Camera, onorevole Riccardo Zucconi e il sindaco Michele Giannini che esprimono piena solidarietà alle vittime e chiedono interventi immediati per garantire la sicurezza del personale sanitario.

“Non è più tollerabile – dichiara l’onorevole Riccardo Zucconi – che gli operatori sanitari rischino la vita mentre svolgono il loro lavoro. Chi lavora in corsia, nei pronto soccorso, nei reparti di emergenza, lo fa per tutelare la salute di tutti noi. È inaccettabile che venga messo in pericolo da soggetti violenti, spesso senza che ci siano adeguate misure di prevenzione. Gli ospedali devono tornare a essere luoghi sicuri, di cura e di rispetto, non teatri di aggressione”.

Anche il sindaco di Fdi Michele Giannini interviene con fermezza sull’episodio: “Esprimo piena vicinanza al medico e all’infermiera aggrediti, così come a tutto il personale dell’Ospedale Versilia. Servono soluzioni concrete, e servono subito. È necessario rafforzare la presenza delle forze dell’ordine nei reparti più a rischio, dotare il personale sanitario di strumenti di allerta rapida e rivedere la gestione degli accessi ospedalieri per evitare che persone in stato di alterazione possano rappresentare un pericolo per gli operatori e per gli altri pazienti”.

I due esponenti di Fratelli d’Italia annunciano inoltre la volontà di promuovere, in tempi rapidi, un confronto con la prefettura di Lucca, la direzione dell’Asl e le rappresentanze sindacali, al fine di istituire un tavolo permanente per la sicurezza negli ospedali.

A tal proposito, Zucconi e Giannini richiamano l’importanza del decreto legge 137 dell’1 ottobre 2024, convertito con modificazioni nella legge 171 del 18 novembre 2024, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale 230, che ha introdotto misure urgenti contro la violenza nei confronti del personale sanitario, socio-sanitario e assistenziale.

In particolare, l’articolo 583 quater del codice penale è stato modificato per includere tra i soggetti tutelati anche gli operatori dei servizi di sicurezza complementare operanti in ambito sanitario. Inoltre, è stato introdotto un nuovo comma all’articolo 635 del codice penale che prevede la reclusione da uno a cinque anni e una multa fino a 10mila euro per chi, all’interno o nelle pertinenze di strutture sanitarie o socio-sanitarie, distrugga, deteriori o renda inservibili beni destinati al servizio sanitario. Se il fatto è commesso da più persone riunite, la pena è ulteriormente aggravata.

“Proteggere chi si prende cura di noi – conclude Zucconi – non è solo un atto di civiltà, ma un dovere delle istituzioni. Non possiamo più restare a guardare”.