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Vcs: “Nessun boom del turismo, solo l’emersione di realtà che agivano irregolarmente”

Il comitato: “Parte dei fondi impiegati per eventi siano destinati a interventi di vigilanza, formazione e supporto agli operatori regolari”

“Nonostante le dichiarazioni ottimistiche dell’assessore al turismo, secondo le quali Lucca starebbe vivendo un momento particolarmente positivo sul piano dell’afflusso turistico, un’analisi attenta dei dati relativi al 2024 e ai primi mesi del 2025 restituisce un quadro meno entusiasmante e invita a una riflessione sulla gestione delle risorse pubbliche“. Questa l’interpretazione di Vivere il Centro Storico. 

“Nel 2024, infatti, l’incremento delle presenze turistiche a Lucca si è mantenuto perfettamente in linea con l’aumento medio registrato a livello regionale, senza particolari scostamenti positivi – dice il comitato cittadino – Questo elemento suggerisce che gli oltre due milioni di euro spesi annualmente dall’amministrazione per eventi e manifestazioni non abbiano prodotto un vantaggio comparativo concreto rispetto ad altre città toscane, dove si registrano risultati analoghi con investimenti pubblici ben più contenuti. Per quanto riguarda il 2025, i dati ufficiali saranno disponibili solo a novembre. Tuttavia, le stime parziali evidenziano un netto aumento delle presenze, attribuibile però, secondo noi, in gran parte all’introduzione del Codice identificativo nazionale (Cin), obbligatorio dall’1 gennaio 2025 per tutte le strutture ricettive. La nuova normativa nazionale ha di fatto costretto all’emersione circa 700 attività prima non registrate, che oggi contribuiscono a gonfiare le statistiche”.

È quindi lecito chiedersi: si tratta di nuove strutture, oppure di operatori che già svolgevano attività turistica in forma irregolare negli anni precedenti? – prosegue Vcs – In quest’ultimo caso, non si può parlare di crescita reale, bensì di una evasione pregressa rimasta fino ad ora ignorata e affrontata solo grazie a un intervento legislativo statale, non certo per iniziativa del Comune. Un primo segnale di attenzione si è manifestato con l’emissione, da parte dell’amministrazione, di circa 800 verbali per irregolarità nella comunicazione dei dati di presenza e nella registrazione delle strutture. Si tratta di un atto positivo, ma che rappresenta il minimo indispensabile in un contesto che richiederebbe ben altri livelli di controllo, trasparenza e rigore”.

“Alla luce di questi elementi, si ritiene opportuno riconsiderare l’attuale strategia turistica, valutando la possibilità di destinare parte dei fondi oggi impiegati per eventi e manifestazioni – conclude il comitato – a interventi strutturali di vigilanza, formazione e supporto agli operatori regolari. Un utilizzo più oculato delle risorse pubbliche non solo contribuirebbe a una crescita più equa e sostenibile, ma garantirebbe anche maggiori entrate per le casse comunali, nell’interesse di tutti i cittadini. È auspicabile un cambio di passo, che metta al centro una gestione responsabile e lungimirante del turismo, orientata non solo alla visibilità mediatica, ma anche alla tutela della legalità, dell’equità fiscale e del territorio”.