L'intervento
|Per Baldini in consiglio regionale rischia di non esserci “nessun difensore dell’acqua pubblica fuori dalla multiutility”
Dopo la rinuncia alla sua candidatura non ci saranno neanche Valentina Mercanti e Luca Menesini del Pd: “Pagano la lora posizione”
Niente candidature per Menesini e Mercati e il consigliere regionale leghista Massimiliano Baldini si chiede chi difenderà l’acqua pubblica fra i politici del territorio.
“A quanto pare – dice – in Provincia di Lucca, oltre al sottoscritto non saranno candidati al consiglio regionale nemmeno Luca Menesini e Valentina Mercanti. Tralascio le motivazioni – le mie peraltro sono già state rese pubbliche con chiarezza cristallina – mi interessa però fare un ragionamento diverso e concentrato su un tema di ordine concreto quanto programmatico: il futuro dell’acqua in Toscana. Già, perché il sottoscritto è stato colui che, per conto della Lega, ha predisposto due proposte di legge, quella sulla riforma del sistema idrico regionale con l’introduzione dei sub-ambiti ottimali su base provinciale e quella per la determinazione della proroga triennale ai gestori che devono ancora realizzare al meglio gli investimenti Pnrr, come è il caso di Geal. Insomma un lavoro durato due anni che aveva come caposaldo l’acqua fuori dalla multiutility e più potere ai territori rispetto al centralismo dirigista caro al capoluogo regionale”.
“Proposte di legge entrambe bocciate in consiglio regionale dal Pd fiorentinocentrico – ricorda Baldini – ma solo dopo un lunghissimo e convulso dibattito e, addirittura, un voto positivo unanime in commissione ambiente per quella sulla proroga a Geal. Valentina Mercanti è stata l’unica consigliera regionale del Pd di Lucca a non votare contro le mie proposte di legge (in commissione addirittura favorevole) e Luca Menesini si è più volte espresso con disponibilità verso l’impalcatura di questi atti, facendo approvare dal consiglio comunale di Capannori che presiede provvedimenti in linea con la visione del sottoscritto. Se per quanto mi riguarda la vicenda della mia rinuncia a candidarmi non è legata in alcun modo al tema idrico – non credo proprio che l’onorevole Vannacci si sia soffermato su questi aspetti e sulla riforma della legge regionale 69/2011 nel decidere di non concedermi nemmeno il capolista a Lucca – penso invece che Mercanti e Menesini abbiano pagato il prezzo di essersi messi contro il sistema metropolitano che unisce Firenze, Prato ed Empoli e che vuole fortemente l’acqua dentro la multiutility”.
“Quanto affermo non è secondario – continua Baldini – in quanto, a dispetto delle dichiarazioni programmatiche del pactum sceleris politico Pd-M5S-Avs strombazzanti la centralità dell’acqua pubblica, voglio ricordare che quando ci fu da votare la mia proposta di riforma del sistema idrico toscano i rappresentanti di M5S e Avs si guardarono bene dall’essere presenti in aula, dandosela a gambe. Se a questo si aggiunge che nessuno dei protagonisti di questa stagione politica che aveva messo l’acqua dei lucchesi al centro del dibattito pubblico sarà presente nel prossimo consiglio regionale, temo che il nostro territorio sara’ davvero indebolito anche su questo fronte”.
“Del resto, seppure mi auguro di essere smentito, vedo nelle fila dei candidati Pd del collegio di Lucca esponenti che si schierarono contro il salvataggio di Geal – conclude Baldini – rimanendo supini ai diktat del Pd regionale e pertanto sono decisamente scettico che la Provincia di Lucca possa ritrovare quell’afflato magico, quella forza propositiva che indubbiamente si era realizzata trasversalmente a difesa del nostro territorio e che potrebbe essere definitivamente vanificata a vantaggio degli interessi delle tre sorelle Firenze, Prato ed Empoli”.


