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Liste della Lega alle Regionali, Baldini: “In atto una ‘sostituzione etnica’ della classe dirigente”

13 settembre 2025 | 15:58
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Liste della Lega alle Regionali, Baldini: “In atto una ‘sostituzione etnica’ della classe dirigente”

Il consigliere uscente: “Nelle candidature la ‘vannaccizzazione’ del partito fa pagare prezzi altissimi di rappresentatività territoriale”

“Da quando ad aprile scorso l’onorevole Vannacci è entrato nel partito assumendo via via, negli ultimi 4 mesi, incarichi sempre piu’ importanti ed impattanti sugli equilibri del movimento in Toscana (ma non solo), ben 5 consiglieri regionali dei 6 appartenenti al gruppo consiliare – Casucci, Landi, Bartolini, Baldini e Galli – se ne sono andati, o hanno rinunciato a candidarsi nelle liste della Lega”. A ricordarlo è proprio uno dei consiglieri uscenti, Massimiliano Baldini.

“Questa è una prima riflessione – dice –  che con il deposito formale delle liste in Toscana salta agli occhi prepotentemente dimostrando che un intero patrimonio di esperienze e professionalità maturate e forgiate sul campo sono state miseramente disperse sull’altare dell’utilizzo di un listino bloccato concesso ad un iscritto da tre mesi solo perché amico del nuovo padrone del partito. Con buona pace della stessa Elena Meini, capogruppo e candidata a presidente della Regione per la Lega fino a poche settimane fa – unica rimasta a correre – costretta come gli altri a subire questa assurdità autolesionista prima ancora che ingiusta e del segretario regionale del partito Luca Baroncini, ormai simulacro di se stesso e costretto al mero compito di cameriere, esecutore degli ordini dei nuovi venuti”.

“A quanto sopra si aggiunga che, malgrado la disponibilità di Susanna Ceccardi a candidarsi come capolista in ben 3 collegi come prevede la legge per tirare il partito, non vi è un prlamentare toscano della Lega che sia oggi candidato per raccogliere le preferenze, ivi compreso il campione Roberto Vannacci – dice Baldini – che ha militarmente imposto i nomi in lista secondo logiche che perseguono la ‘sostituzione etnica’ della classe dirigente che ha lavorato fino ad oggi, ma si è ben guardato dallo spendere il suo nome direttamente. Una scelta – visto anche cosa ha fatto il nostro maggiore competitor Forza Italia  che ha visto scendere in campo senza paura tutti i loro big romani, a cominciare dal vicesegretario nazionale e omologa del generale Deborah Bergamini – a mio avviso sbagliata, profondamente sbagliata e contraddittoria se si pensa che, invece, il responsabile della campagna elettorale per la Toscana ha usato il pugno di ferro con gli assessori costretti a candidarsi per paura di perdere la poltrona”.

“Errori che si sono confermati nella stessa formazione dei nominativi espressione dei territori – concude – dove si è ripetuta la stessa logica di “vannaccizzazione” della Lega, con conseguenti prezzi altissimi in termini di rappresentatività territoriale e di competenze ed esperienze, mandate letteralmente al macero in quasi tutte le province pur di favorire i propri sodali, anche quando letteralmente imbarazzanti”,