L'intervento
|Museo del Risorgimento, Luciani sulla ‘adozione’ di Viareggio: “C’è tempo per una riflessione sul destino della struttura”
Il professore è direttore scientifico del Mur: “Costa poco, corrobora l’appartenenza nazionale e aiuta a ragionare sulla eredità culturale”
Futuro del Museo del Risorgimento, torna a parlare il direttore scientifico dimissionario, Luciano Luciani, dopo l’appello a salvare la struttura che ha sede a Palazzo Ducale.
“È proprio così, il Museo del Risorgimento di Lucca non gode di buona salute. Riaperto nel marzo di 12 anni fa dopo un lavoro importante di messa a norma, selezione e restauro dei materiali esposti, ristrutturazione degli ambienti e delle vetrine secondo criteri più moderni e di maggiore fruibilità per il pubblico dei visitatori, questa importante istituzione culturale lucchese è rimasta ferma ai giorni immediatamente successivi alla pandemia – dice – Oggi il Mur non ha nessun orario di apertura e chiusura, nessun addetto a tale compito, nessun programma e nessun obiettivo da raggiungere… Semplicemente, non esiste”.
“Privo di un direttore; con un “direttore scientifico” – qualsiasi cosa voglia dire – dimissionario da tempo; da 12 anni senza un euro in bilancio; sprovvisto di qualsivoglia promozione sul territorio per rendere il MUurpiù conosciuto tra gli studenti, gli insegnanti, i turisti e tutti i potenziali interessati – prosegue Luciani – il Museo conduce un’esistenza stenta e precaria. E intanto inesorabilmente degradano apparati, strutture, reperti… Qualche palpito di vita gli è garantito solo dal lavoro volontario di “un pugno di prodi”, tanto per usare un linguaggio ottocentesco in armonia con l’argomento in questione”.
“È stato unicamente in virtù del loro spirito di servizio che il Mur – dice ancora Luciani – è riuscito a organizzare e promuovere alcune iniziative e attività che, nonostante le difficoltà sopra accennate, hanno ottenuto buoni, talora ottimi, risultati in termini di pubblico e d’immagine. Ora giunge l’intelligente e utile proposta/provocazione lanciata dal sindaco di Viareggio, Giorgio Del Ghingaro: l’adozione del Museo del Risorgimento da parte del Comune di Viareggio, disponibile anche a trovare a esso una nuova sede nel territorio di sua competenza… Come è noto, le pratiche di adozione prevedono lunghi periodi di attesa. C’è tutto il tempo necessario, quindi, per avviare una seria riflessione intorno ai destini possibili di questo importante servizio culturale a disposizione delle comunità provinciali e non solo”.
“Ben pensato e ben organizzato una dozzina d’anni fa, oggi il Museo del Risorgimento lucchese costa poco; corrobora, senza cadute scioviniste, il senso d’appartenenza nazionale e quindi educa – conclude Luciani – e aiuta sine ira ac studio a ragionare intorno a qual è l’eredità culturale che ci portiamo dietro e cosa significa essere italiani oggi. E in quale misura la nostra storia, la storia patria, può essere ancora considerata un serbatoio d’identità. Non è azzardato affermare che l’idea di paese che si vuole avere per il futuro passa anche attraverso una visita alle sale del Museo del Risorgimento di Lucca”.


