la lettera aperta
|Giannini (Pd): “Non c’è giustificazione per il furore ideologico sul caso Charlie Kirk”
Il consigliere Pd critica la strumentalizzazione politica e richiama la memoria storica, locale e nazionale
Il consigliere comunale del Pd Gianni Giannini prende posizione sul dibattito che si è scatenato, anche ieri (16 settembre) a Palazzo Santini, per l’uccisione dell’influencer americano Charlie Kirk e per le sue ricadute – politiche e sociali – nel contesto nazionale e locale.
“So di non sapere.. e quindi, a differenza della destra politica che può vantare delle informazioni direttamente dalle agenzie investigative americane, sono stato costretto a farmi un’opinione dalle informazioni che le agenzie stampa giornalmente ci fanno giungere sul caso Charlie Kirk. Basandomi quindi su ciò che pare stia venendo a galla, sullo scenario dell’uccisione dell’influencer americano, non si trova giustificazione al furore ideologico che le destre stanno scatenando nell’addossare colpe dove non c’è prova e quindi non c’è verità. Credo che non ci sia persona di coscienza che di fronte all’uccisione violenta di un uomo possa gioire della sua morte. La coscienza civile e sociale lo vietano, e anche la laicità del pensiero, ma non c’è neanche obbligo di glorificare la morte di un individuo, facendolo assurgere a martire, quando la breve vita gli ha dato facile successo per le sue idee di intolleranza, odio per i diversi, superficiale accettazione dei rischi mortali di vittime collaterali, per un diritto al possesso e uso delle armi, che si vuole riferire addirittura al volere divino”.
Giannini sottolinea il rischio di ìimportare tensioni’ nel contesto locale: “Io non voglio intromettermi nel fazioso dibattito americano, sono invece interessato a discutere dell’influenza che si vorrebbe far ricadere sul nostro contesto nazionale e con il consiglio comunale di ieri e il richiamo a un minuto di silenzio, anche a Lucca, attraverso la strumentalizzazione di episodi di storia-patria decontestualizzati, generici riferimenti a fatti di violenza, intolleranza alle idee altrui, propensione alla menzogna e violenta avversione contro chi osa smentirne il racconto”.
Riguardo alle posizioni dei colleghi di centrodestra, Giannini scrive: “Ascoltati gli sconclusionati interventi dei nostri governanti, ripresi per sgocciolamento anche dai locali consiglieri di maggioranza, mi viene da dire che la fantasy con personaggi Avatar di film di qualche tempo fa, ha come spesso accade anticipato i tempi e oggi se ne celebra tutto il fantasioso… oserei dire la ridicola riproposizione in chiave moderna”.
Il consigliere richiama anche la memoria storica nazionale: “Non è mai ridondante ricordare il lungo elenco di vittime pensate, organizzate ed esecutate con i violenti tentativi sovversivi portati avanti da ideologie golpiste di una cultura di destra mai sopita nel nostro paese. I nostri attuali governanti non sono ancora in grado di commemorare atroci stragi come Sant’Anna di Stazzema, Marzabotto, e molte altre che ancora oggi avrebbero bisogno non di un minuto di silenzio ma di ore di ripasso storico finalizzate a una vera interiorizzazione spirituale, ma anche si evita di riconoscere colpe esplicite di tempi più recenti quali Piazza Fontana, bomba alla Stazione di Bologna, Piazza della Loggia, treno Italicus e via con tutti i gravi fatti legati alla strategia della tensione di chiara matrice fascio-golpista”.
Sul clima politico locale, Giannini afferma: “Sempre però ai richiami alla violenza, volendo rimanere nella nostra piccola realtà, qualcuno ha dimenticato quando consiglieri oggi seduti negli scranni, auspicavano pubblicamente di poter ‘affilare i pennati o spaccare ossa’ per la rapida soluzione di problemi contingenti? O quella di fare appello per radunare formazioni di ex parà e carabinieri per applicare quei ‘sani’ princìpi di ordine pubblico? Da non dimenticare neanche quando il nostro assessore ora vice-sindaco convintamente si esprimeva con frasi quali ‘bisogna uccidere la sinistra’… ma solo con metaforaa… corresse in seguito! Sicuramente tutte estemporanee e gentili espressioni che sintetizzano l’alto valore etico, morale, civile e democratico di chi così si esprimeva. E cosa dire poi della macchina delle molestie che immancabilmente si ripropone a corredo di ogni uscita pubblica della minoranza, con offese e vomitevoli commenti?”
Conclude Giannini ribadendo la necessità di confronto civile: “Se è vero che le parole generano realtà condivido convintamente il richiamo a un clima di contrapposizione politica meno aspro e più propenso all’ascolto, con regole di convivenza democratica che includano anche il riconoscimento e la consapevolezza del peso della storia che ogni gruppo porta con sé”.


