Sì al Puc per le ex Dorotee, Mammini: “Finalmente strumenti adeguati alla qualità e al valore del territorio”
Via libera dal consiglio comunale col voto favorevole dell’ex assessora: 21 appartamenti all’ex istituto Santa Dorotea restituiranno alla città la riqualificazione di piazzale Arrigoni con superamento delle barriere architettoniche, oltre a 400mila euro di oneri
Con i voti favorevoli della maggioranza e dell’ex assessora all’urbanistica Serena Mammini (Pd) il consiglio comunale di Lucca ha approvato nella seduta di ieri (16 settembre) il primo Puc (progetto unitario convenzionato) del nuovo Piano operativo, che consentirà a Ippolito Costruzioni Srl di ristrutturare l’ex istituto Santa Dorotea in centro storico per realizzarvi 21 appartamenti ‘in cambio’ della riqualificazione con superamento delle barriere architettoniche di piazzale Arrigoni (per approfondire, clicca qui ), oltre a 400mila euro di oneri di urbanizzazione.
Nel corso del dibattito consiliare, che si è concluso con l’astensione dei consiglieri di minoranza e il solo voto contrario di Daniele Bianucci (Sinistra con), è intervenuta Serena Mammini ripercorrendo anche l’iter del rinnovo degli strumenti urbanistici a Lucca: “Questo Puc dimostra che il Piano, dopo la sua ‘messa in funzione’, ha iniziato a muovere gli ingranaggi per innescare interventi rilevanti che lascino sul territorio un valore aggiunto di sostanza. E il Puc è proprio uno strumento capace di portare qualità urbana e nuove dotazioni utili per la città”, ha detto.
Prosegue Mammini: “Un Piano urbanistico è mai statico, anzi deve essere dinamico, aggiornabile e migliorabile, se ben monitorato da uffici efficienti e in ascolto del territorio. E oggi a Lucca questo tipo di lavoro è finalmente possibile. Dopo anni complicati, fatti di sacrifici e pazienza, possiamo dire che in questo settore siamo una città all’avanguardia. Non era affatto scontato: basta guardare ai Comuni intorno a noi, ancora in salvaguardia edilizia. I danni di una strumentazione urbanistica non adeguata a Lucca li abbiamo conosciuti bene, ne abbiamo pagato lo scotto e ora abbiamo voltato pagina“.
“È come se per l’urbanistica fosse stato fatto – volendo, non volendo, per caso… chi lo sa – un lavoro di squadra. È il metodo che ho sempre auspicato per i settori strategici. Per il Piano operativo, adottato da un’amministrazione e approvato da un’altra, alla fine, questo è accaduto”, ha rilevato Mammini.
Ricapitola così la pratica l’ex assessora: “Con il Puc per l’istituto Santa Dorotea non si perde una funzione vivace come la scuola, perché c’è stata una delocalizzazione agli ex Artigianelli, sempre in centro storico, e si riqualifica al contempo un complesso architettonico di valore con funzione residenziale. Non solo: il proponente, Ippolito Costruzioni Srl, realizzerà un’opera pubblica attesa da tempo e utile alla fruizione del centro storico, come la riqualificazione di piazzale Arrigoni. Grazie all’approccio di progettazione universale del Piano per l’accessibilità urbana (o se preferiamo, del Peba, Piano per l’eliminazione delle barriere architettoniche), sparirà finalmente anche la storica barriera tra corso Garibaldi e il piazzale dietro il Duomo”.
“D’ora in poi chi avrà un profitto legittimo da una trasformazione importante restituirà qualcosa al territorio. Non è un concetto banale, se penso a certi piani attuativi realizzati anni fa che hanno lasciato in eredità alla collettività poco o nulla. Certo, affinché questo meccanismo funzioni occorre anche una committenza – si passi il termine – illuminata, che provi ad entrare nella filosofia del Piano e che non rincorra, laddove c’è, la volumetria, ma si concentri anche sulla qualità dell’intervento da realizzare, sull’impatto che potrà avere sul territorio e anche sul valore pubblico dell’investimento che andrà a fare. Sono convinta – conclude Mammini – che occorra un approccio collaborativo da entrambe le parti – amministrazione pubblica e privato – per raggiungere obiettivi importanti. Nel caso di questo Puc gli ingredienti necessari per un buon risultato ci sono tutti“.


