L'intervento
|Vietina (Lucca è un grande noi): “Duemila persona in piazza per Gaza e il sindaco rimane in silenzio”
La consigliera di opposizione: “Paga un prezzo a qualche alleato politico e a equilibri di potere che valgono più del coraggio”
Oltre duemila persone hanno invaso pacificamente le strade di Lucca per chiedere lo “stop al genocidio in corso a Gaza” e per sostenere con forza la Global Sumud Flotilla, l’iniziativa internazionale civile che tenterà di rompere l’assedio via mare. Una manifestazione pacifica con studenti, lavoratori, famiglie, associazioni, esponenti del mondo cattolico e della società civile che hanno marciato fianco a fianco, uniti dalla comune richiesta di giustizia e pace.
“Una comunità di cuori e di voci lucchesi – è il commento di Ilaria Vietina di Lucca è un grande noi – unita idealmente alle oltre 80 città italiane nell’intento di interrompere l’insopportabile inerzia difronte al genocidio in corso in Palestina. Una cittadinanza che ha saputo dimostrare con la compostezza quanto i corpi siano necessari per sostenere le idee e le speranze. Eppure, di fronte a una mobilitazione di tali dimensioni, il sindaco Pardini ancora una volta ha scelto di rimanere in silenzio dif ronte alla comunità lucchese. Nessuna parola, nessuna presa di posizione, nessun riconoscimento a un popolo cittadino ampio e numeroso che ha deciso di far sentire la propria voce. Un silenzio imbarazzante, che non consente ai lucchesi di conoscere l’opinione di chi li amministra. Indifferenza? Scarsa attenzione? O la convinzione che un evento di questo peso e le persone che vi hanno partecipato non meritino risposta o considerazione?”.
“A rendere il quadro ancora più paradossale è il contrasto con la comunicazione pubblica: mentre la piazza si riempiva in modo straordinario, sulle pagine social del sindaco rimaneva l’ordinarietà di un post che raccontava una serata disco in piazza, seguito la mattina dopo da una stories che annuncia un incontro al bar per un aperitivo con il sindaco – prosegue Vietina – In contemporanea, la pagina ufficiale del Comune in queste ore segnala un evento musicale. Nulla, invece, sulla più partecipata manifestazione cittadina degli ultimi tempi. E allora la domanda diventa inevitabile: questo silenzio ha un prezzo? Un prezzo che si misura nella credibilità delle istituzioni, che rinunciano al loro ruolo di rappresentanza, confronto e dialogo. Un prezzo che ricade sulla fiducia dei cittadini, che vedono la propria voce ignorata dal primo cittadino. Ma forse c’è anche un altro prezzo, meno visibile e più scomodo: quello che si paga a qualche alleato politico, a qualche equilibrio di potere che vale più della chiarezza, più del coraggio, più della verità”.
“La neutralità ostentata di fronte a un dramma umanitario non è mai davvero neutrale: è un atto di schieramento, spesso dettato da convenienze e silenzi concordati. È il prezzo di non voler disturbare nessuno, di restare ben dentro gli steccati della prudenza, anche quando la piazza chiede a gran voce giustizia e pace. Mentre oltre duemila persone hanno dimostrato che Lucca è una comunità viva e solidale chi la amministra ha scelto – ancora una volta – di tacere e voltare le spalle. E allora la domanda resta ed è pesante: a chi serve questo silenzio? E soprattutto, quanto costa?”·


