Verso il voto
|Simoni (Lega): “No all’assistenzialismo della sinistra di Giani, la Toscana deve ripartire dal lavoro”
Il candidato alle regionali: “Ai nostri giovani non serve un sussidio, serve la possibilità di trovare un impiego stabile”
La polemica sul ritorno del reddito di cittadinanza in Toscana si accende. A rilanciarlo è la coalizione di centrosinistra, ma a bocciare duramente questa ipotesi è Massimiliano Simoni, candidato al consiglio regionale per la Lega.
“No alle misure di puro assistenzialismo – afferma Simoni – sì a politiche che creino lavoro vero e opportunità per i cittadini”. Al suo fianco il generale Roberto Vannacci e il segretario federale Matteo Salvini, che con lui rappresentano la linea chiara della destra: lavorare per produrre, non per distribuire sussidi.
Simoni accusa Giani e la sinistra di voler tornare a logiche superate: “Il presidente Giani vuole rimettere in piedi uno strumento che in passato ha prodotto sprechi e ingiustizie, finendo troppo spesso nelle mani sbagliate. Non è così che si rilancia la Toscana: ai nostri giovani non serve un sussidio, serve la possibilità di trovare un impiego stabile, sicuro e dignitoso”.
Il candidato leghista rivendica il modello opposto della destra: “Vogliamo sostenere le imprese che assumono, investire in formazione professionale, aprire cantieri e creare occupazione. Il lavoro è la vera forma di dignità, non un reddito erogato tanto per tenere buoni i cittadini”.
Il generale Vannacci, leader della Lega in Toscana, ribadisce il concetto: “L’assistenzialismo non costruisce comunità solide, il lavoro sì. È dal lavoro che nasce la libertà delle persone e la forza di un territorio”.
Simoni sottolinea anche l’impegno nazionale della Lega: “Con Salvini al governo, la destra ha già dimostrato che il sostegno deve andare a chi produce e non a chi vive di rendita. Noi vogliamo portare la stessa filosofia in Regione: aiutare chi davvero è in difficoltà, ma soprattutto creare condizioni perché tutti possano lavorare”.
La conclusione è netta: “La Toscana non ha bisogno dei sussidi di facciata promossi dalla sinistra di Giani – conclude Simoni – ma di investimenti in imprese, infrastrutture, turismo, cultura e agricoltura. Con Vannacci e Salvini costruiremo una Toscana che dia lavoro e speranza, non assistenza fine a se stessa”.


