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“La mobilitazione non si ferma con la repressione”: Sinistra Italiana e Cobas con gli attivisti denunciati

“​La manifestazione del 22 settembre ha fatto registrare a Lucca una partecipazione che non si vedeva da anni con almeno 3mila persone in corteo”

La mobilitazione di partiti, movimenti, associazioni e di singoli cittadini non si ferma davanti alla repressione del governo”. Lo assicura Sinistra Italiana della provincia di Lucca, commentando le prime denunce per il corteo del 22 settembre per Gaza, che ha causato il blocco della circolazione e della stazione ferroviaria di Lucca.

“Come Sinistra Italiana – dicono – esprimiamo la massima solidarietà ai compagni e alle compagne coinvolti: mentre in tutta Italia la società si mobilita, mentre a Gaza prosegue il genocidio del popolo palestinese, l’unica risposta del governo è reprimere e silenziare qualche adolescente”.

La Confederazione Cobas della provincia di Lucca sottolinea come “​La manifestazione del 22 settembre ha fatto registrare a Lucca una partecipazione che non si vedeva da anni con almeno 3mila persone in corteo che hanno chiesto – insieme ad almeno 500mila in tutta Italia – lo stop al genocidio a Gaza e alla colonizzazione della Cisgiordania, sostenendo l’impresa umanitaria della Global Sumud Flotilla. L’unica tempestiva risposta delle istituzioni è la repressione: sabato 28 Matteo Masini dell’Esecutivo provinciale dei Cobas scuola di Lucca e gli attivisti Cobas scuola Nicoletta Gini e Andrea Giorgi, insieme all’avvocato Francesca Trasatti e altri 6 manifestanti, tra cui anche studenti, sono stati convocati dalla Digos di Lucca per un verbale di identificazione e per la contestazione di reati diversi, tra cui coordinamento e direzione di corteo non autorizzato e interruzione di pubblico servizio per il blocco dei convogli ferroviari.

Si tratta di una delle prime applicazioni in Italia del decreto sicurezza, caratterizzato dalla trasformazione di sanzioni pecuniarie in pesanti sanzioni penali, che possono arrivare – in modo assolutamente sproporzionato – per l’interruzione di pubblico servizio fino a due anni per i fatti commessi da più persone riunite e addirittura a 5 anni per ‘capi, promotori e organizzatori’. Mentre per il corteo non autorizzato la pena è fino ad un anno. Lo scopo politico evidente è reprimere il dissenso, la partecipazione politica e la libera manifestazione del pensiero.

Ma come si fa a punire 3mila persone a Lucca e centinaia di migliaia in Italia? La risposta dei funzionari è stata che perseguiranno solo coloro che hanno ‘responsabilità qualificata’. Il che dimostra l’impossibilità di applicare in toto la norma, che invece prevede sanzioni anche per i meri partecipanti, evidenziandone il carattere ideologico, oltre a svelare una mentalità secondo cui le persone sarebbero manovrabili e non consapevoli delle proprie scelte. Va sottolineato l’alto senso civico e etico-politico delle motivazioni della manifestazione, il carattere assolutamente pacifico con cui si è svolta anche nelle fasi finali e il consenso riscontrato tra gli altri cittadini e gli stessi viaggiatori.

Va ricordato che sia l’art. 18 del Regio Decreto del 1931 che il decreto sicurezza sono già oggetto di ricorso – anche d’ufficio – per illegittimità costituzionale con conseguente sospensione dei processi in attesa del pronunciamento della Corte Costituzionale. Tutto questo mentre continua la barbarie perpetrata dal governo israeliano a Gaza e la Global Sumud Flotilla viene sottoposta quotidianamente ad attacchi di droni e minacciata dal governo Netanyahu di pesanti attacchi militari, con un trattamento da ‘terroristi’ per gli operatori umanitari, che mettono a rischio la loro vita per dire: basta alla fame come strumento di guerra.

Ma la repressione non può fermare la Global Sumud Flotila e neanche la Flotila di terra. La Confederazione Cobas proclamerà lo sciopero generale immediato in caso di attacco alla Flotila. Rispondiamo ai procedimenti penali con la massiccia partecipazione – anche dalla provincia di Lucca – alla manifestazione nazionale di Roma del 4 ottobre. Invitiamo chi è interessato a compilare il form: https://forms.gle/UvfwDNfAvDD7PfUn9″.