Il sostegno
|Solidarietà della Cgil agli attivisti denunciati nella manifestazione per Gaza. Pronto un nuovo sciopero
Per il sindacato si è trattato di un “episodio spontaneo di disubbidienza civile”. Messi a disposizione gli avvocati della confederazione
La Cgil esprime la propria solidarietà ai manifestanti del corteo che lo scorso lunedì (22 settembre) hanno sfilato a Lucca per chiedere la fine del genocidio e l’apertura dei corridoi umanitari nella Striscia di Gaza, nonché il riconoscimento dello stato palestinese.
In queste ore, alcuni di loro hanno infatti ricevuto l’atto di denuncia all’autorità giudiziaria da parte della Digos per aver proseguito la manifestazione fuori dal tracciato concordato, arrivando sulla circonvallazione e fino alla stazione ferroviaria di Lucca. Situazione simile a quelle a cui si è assistito in tante altre città in Italia.
“Manifestazioni di questo genere, e non solo quelle dello scorso lunedì, hanno visto una enorme partecipazione da parte dei cittadini, in particolare dei giovani, come non si vedeva da tempo – spiegano dalla Cgil. – Sintomo che il dramma che si sta vivendo in Palestina, dove Israele sta portando avanti una serie di azioni di una violenza ingiustificata ed ingiustificabile, già condannate dalle Nazioni Unite come violazioni dei diritti umani e che vanno dal genocidio della popolazione civile a Gaza alla progressiva occupazione della Cisgiordania, rappresenta una priorità per gli italiani. Un popolo che non vuole più essere complice, attraverso il supporto accordato dallo Stato italiano ad Israele, di uno dei drammi umanitari peggiori della storia recente”.
“Questa ampissima partecipazione ha portato ad una serie di manifestazioni che, salvo alcune rare eccezioni, sono state assolutamente pacifiche. E così è stato a Lucca, dove la necessità di dimostrare questo bisogno ha portato ad un episodio spontaneo di disobbedienza civile andato oltre la manifestazione concordata e dove anzi molti degli automobilisti che si sono trovati per un po’ bloccati nel traffico sulla circonvallazione hanno espresso il loro appoggio e condivisione alla manifestazione – prosegue il sindacato – Adesso, a causa di una legge che già da mesi avevamo additato come liberticida, e che la stessa Corte di Cassazione ha indicato come conflittuale con i valori costituzionali, conosciuta come il Decreto Sicurezza, alcuni di questi manifestanti si trovano ad affrontare accuse che potrebbero avere conseguenze di natura penale assolutamente spropositate alle violazioni che vengono contestate. L’impedimento, anche solo temporaneo, alla circolazione stradale o ferroviaria effettuato con il proprio corpo comporta infatti, se è compiuto da più persone riunite, la reclusione da sei mesi a due anni”.
“Un modus operandi – dice Cgil – che non può che apparire autoritario ed intimidatorio, specialmente quando applicato ad una mobilitazione che vuole esprimere il desiderio della popolazione di difendere l’applicazione dei valori costituzionali del ripudio della guerra e della tutela della democrazia. E ciò che risulta ancora più incomprensibile è che queste sanzioni vengano applicate a Lucca mentre in altre piazze d’Italia, dove la mobilitazione, anche se pacifica ed ordinata, ha comportato disagi ben maggiori, non sembrano essere arrivate denunce da parte della Digos“.
“Pertanto, la Cgil Lucca vuole dimostrare la propria solidarietà a queste persone, in prevalenza giovani, che hanno pacificamente manifestato per le proprie idee, anche mettendo a disposizione i propri avvocati per tutelarne il diritto all’espressione di un dissenso largamente condiviso. Un diritto che mai come in questo caso dovrebbe essere rispettato, e soprattutto tutelato, da un governo che invece che attivarsi per le istanze dei propri cittadini, si prodiga in provvedimenti repressivi. Oltre che dare il proprio supporto ai manifestanti, la Cgil Lucca, così come quella nazionale, si prepara a scendere nuovamente in piazza qualora qualcosa di grave dovesse accadere alla Global Sumud Flotilla, ormai prossima all’arrivo di fronte alla costa della Striscia di Gaza. Se infatti Israele dovesse intervenire per applicare il blocco navale illegale, mettendo a repentaglio l’incolumità degli attivisti a bordo delle oltre 50 navi salpate, il sindacato si farà trovare pronto per bloccare il paese con uno sciopero generale, questa volta a livello nazionale. Nella serata di lunedì si terrà infatti il direttivo nazionale della Cgil, durante il quale verranno ne verranno discusse le modalità”.


