verso le regionali
|Camilla Corti (Pd): “Le aree interne sono una risorsa: più opportunità contro lo spopolamento”
La ricetta della candidata dem per evitare l’abbandono delle località periferiche passa da scuola, innovazione, turismo lento e valorizzazione della filiera corta
Le aree interne in Toscana rappresentano più del 65 per cento del territorio e custodiscono un patrimonio straordinario fatto di paesaggi, borghi storici, tradizioni, risorse naturali e competenze. “Le aree interne sono il cuore della nostra regione – afferma Camilla Corti, candidata per il Pd alle prossime elezioni regionali – e sostenerle significa di fatto prendersi cura dell’intera Toscana“.
Ma mentre nelle città e nelle aree metropolitane si concentrano infrastrutture, servizi e opportunità, le aree interne tendenzialmente soffrono di spopolamento con i giovani che vanno via per studiare e lavorare, la popolazione che invecchia, servizi come sanità e mobilità scarsi e poco accessibili. “Si innesca così un circolo vizioso che produce ulteriore abbandono“, osserva Corti.
L’esperienza politica della candidate dem ha le radici proprio in una zona interna della provincia di Lucca, quella del comune di Villa Basilica, e da qui nasce la sua visione concreta su questo tema. “Curare le aree interne è un dovere per la politica, ma anche una strategia di sviluppo: significa trasformare territori a rischio abbandono in motori di resilienza e sostenibilità – afferma Corti – In queste zone, infatti, spesso troviamo una filiera agroalimentare di grande qualità e sostenibile, la cura di questi boschi e delle montagne riduce i rischi di incendi e frane e rende il territorio circostante più sicuro, queste zone rappresentano la meta di un turismo lento e culturale di cui la Toscana può godere in maniera sempre più determinante”.
“La Regione Toscana in questi anni – informa Corti – si è adoperata per sostenere i comuni di questi territori e valorizzare le aree interne, esiste una commissione dedicata alla cosiddetta Toscana diffusa e sono tanti i bandi e i progetti che in questo tempo stanno portando benefeci sul territorio. Ma c’è ancora da fare e ci sono situazioni da monitorare con grande attenzione”.
“Tra i servizi penso alla sanità ma anche alla scuola – afferma Corti – La manutenzione degli edifici scolastici è fondamentale per mantenere questo presidio di comunità ed è necessario anche rivedere la soglia del numero minimo di studenti per classe, per far sì che i plessi non chiudano”.
“L’accessibilità è un requisito fondamentale per rendere un territorio appetibile per viverci – continua – ma anche per lavorarci: strade sicure, trasporto pubblico efficiente, sviluppo di una mobilità sostenibile sono elementi imprescindibili. E per quanto riguarda il lavoro, è necessario creare opportunità per i giovani, potenziando un turismo esperienziale e lento e cercando di attirare nuove imprese legate all’innovazione green”.
“È necessario trovare soluzioni innovative e fare formazione su questi temi, – conclude la candidata – per individuare buone pratiche, anche prendendo spunto da territori simili in altri parti di Italia e di Europa. In questi mesi sto seguendo il progetto Highland community manager, un corso organizzato da Crea – Centro ricerche etno-antropologiche per formare professionisti capaci di creare valore tramite il patrimonio culturale e naturale di comunità isolate e marginali. Anche questo è un modo per mettersi a servizio di una comunità e di un territorio”.


