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Ambito turistico della Versilia, durissima replica dei sindaci Pd a Del Ghingaro

Pierucci, Barsotti e Verona: “È lui che fa perdere finanziamenti al territorio perché vuole alla guida una persona a lui vicina”

Ambito turistico della Versilia, durissima replica dei sindaci di Camaiore, Massarosa e Stazzema alle parole di Giorgio Del Ghingaro e dei primi cittadini di Pietrasanta e Forte dei Marmi sulla mancanza di numero legale all’ultima seduta. 

“Non siamo per niente sorpresi dalla decisione di Giorgio Del Ghingaro, sindaco pro tempore di Viareggio, di uscire dall’Ambito Turistico della Versilia – dicono Pierucci, Barsotti e Verona – Saremmo stati sorpresi, invece, se il primo cittadino di Viareggio avesse deciso di impegnarsi realmente nella collaborazione con i suoi colleghi per la crescita e lo sviluppo di questo settore tanto importante per tutti i territori della Versilia. Del Ghingaro è stato coerente con il suo modo di agire: ha confermato la sua capacità distruttiva dei rapporti istituzionali con i colleghi e con le istituzioni di area vasta. Questa non è una novità, ha sempre fatto così: lo abbiamo visto reclamare l’uscita dal Parco Migliarino San Rossore, lo abbiamo visto dimettersi dalla guida della Conferenza Zonale dei Sindaci della Asl (incarico che aveva fortemente reclamato per sé e per cui lo avevamo eletto), ora si dimette dall’Ambito Turistico e sta boicottando il Cred Versilia”.

“Ed è proprio sull’Ambito Turistico che continua a raccontare frottole: parla del fatto che, per colpa di quattro sindaci, si perdono 300 mila euro – dicono – Caro collega, se dopo tanti anni da amministratore non sai come funzionano le cose, noi siamo pazienti e te lo spieghiamo. Se l’Ambito Turistico venisse convocato e avesse come unico punto all’ordine del giorno la richiesta di erogazione dei finanziamenti, noi tutti verremmo convintamente a votare. Se invece te, con la complicità di chi non ti conosce bene, usi questa leva per piazzare un tuo amico alla presidenza dell’Ambito e Viareggio (alla vigilia delle elezioni) come nuovo Comune capofila in sostituzione di Forte dei Marmi allora no, noi non ci stiamo. Fai pure le bizze e le scenate in questi ultimi mesi da amministratore versiliese, ma noi non siamo al tuo servizio: siamo stati eletti per migliorare la Versilia, perciò ti facciamo tanti auguri a te ed alla città che governi che invece, tu, vuoi portare fuori dalla Versilia.  Anzi, rimandiamo l’accusa a chi l’ha mossa: è Viareggio che sta facendo perdere a tutti il finanziamento regionale da 300mila euro perché sta di fatto giocando sulla nomina del nuovo capofila tenendo in ostaggio il futuro della promozione turistica versiliese. Se fosse una persona seria, farebbe un passo indietro e permetterebbe a tutti di votare i finanziamenti. Ma a lui frega solo di sé stesso”.

“E, al netto del tuo egocentrismo, ti consigliamo, caro collega, di fartene una ragione, perché noi, per la considerazione che abbiamo proprio nell’utilità e la funzione strategica dell’Ambito Turistico per tutto il comprensorio, non possiamo far sì che venga guidato da un Comune che nel giro di qualche mese andrà ad elezioni e quindi da un’amministrazione che decadrà tra pochi giorni – proseguono – Non possiamo condividere questa tua posizione, che forse favorirebbe la visibilità del sindaco di Viareggio o gli farebbe comodo per altri motivi, ma certamente non farebbe il bene della Versilia e della sua politica turistica, perché si tratterebbe di un’azione senza prospettive a lungo termine. E quindi sarebbe l’esatto contrario di ciò di cui abbiamo bisogno: non ci serve un capofila per pochi mesi, ma per molto di più, in grado di gestire in maniera continuativa, collegiale e condivisa le scelte per la promozione turistica della Versilia, di tutti noi (e non solo di uno o di pochi Comuni): questi tre aggettivi caratterizzano le funzioni dell’Ambito ma non assolutamente non sono propri delle modalità di governo con cui Del Ghingaro si è fatto conoscere in questi anni. Se a Del Ghingaro interessassero davvero le fonti di finanziamento esterne, agirebbe lui in primis per evitarne la revoca: esattamente come sarebbe stato tenuto a fare con la Conferenza Zonale per l’Educazione e l’Istruzione, che sta rischiando di perdere tante e tante risorse, molte di più di quelle che perderemo per colpa sua per l’Ambito Turistico, perché il sindaco di Viareggio ha scelto di non votare in consiglio comunale la proroga di adesione al Cred, scegliendo deliberatamente di far perdere fondi alle scuole di Viareggio e di tutta la Versilia: una scelta autolesionista ed incomprensibile (e chissà perché…). Questo è, ma si dice solo quello che fa comodo. Noi invece, come detto, siamo pronti a votare i finanziamenti per l’Ambito, ma non siamo d’accordo a dare il ruolo di capofila di questa materia ad un Comune che a breve andrà ad elezioni e siamo comunque pronti a sostenere Viareggio subito dopo le sue elezioni della prossima primavera”.

“Si continua a dire che la colpa sarebbe nostra, dei “sindaci del Pd”. Ma vorremmo ricordare che non siamo gli unici ad essere contrari a questo. Anche il sindaco Alessandrini di Seravezza, che non appartiene al Pd, non è d’accordo con questa soluzione. Quindi cerchiamo di fare i seri: è palese che non sia un problema di colore politico, ma di capacità di gestione condivisa delle materie – concludono i primi cittadini –  Il problema, come sempre con Del Ghingaro, non è a priori nel merito, ma in primis nel metodo: un modo di fare supponente ed arrogante di cui tutti in Versilia sono davvero stufi. Non è cosa nuova, infatti, che Del Ghingaro sia totalmente insofferente nei confronti di qualsiasi organo decisionale che non sia a suo completo appannaggio o dipendenza. A lui piace decidere da solo, ma non funziona sempre così, soprattutto negli organi che raggruppano e fanno lavorare insieme più Comuni. Ormai la novità non è più quando Viareggio decide di uscire da un contesto più ampio e collegiale, ma è novità quando (cioè mai) sceglie di farne parte per ragionare come un unico territorio zonale, condividendo le regole con gli altri. Al sindaco di Viareggio le regole stanno bene solo quando le detta e le impone, e tutti stanno ai suoi comandi. Sennò prende il pallone e se ne va, come un ragazzino (e non di certo come un sindaco). Il problema è che, così facendo, ostacola lo sviluppo (anzi, peggio: mette in difficoltà) un territorio formato da sette Comuni di cui lui non ha alcun rispetto. Caro collega, noi non siamo tuoi sudditi. Siamo tuoi pari”.