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Simoni (Lega): “Metteremo fine alla stangata Irpef della sinistra”

Il candidato consigliere: “Ci impegniamo non solo a tagliarla ma a restituire servizi fermando gli sprechi dell’ente”

In Toscana la sinistra di Giani ha scelto la via più facile: alzare l’addizionale Irpef. Noi sceglieremo quella giusta: ridurre la pressione fiscale, rimettere in ordine i conti e far funzionare la sanità senza mettere le mani nelle tasche dei toscani”. Così Massimiliano Simoni, candidato al consiglio regionale per la Lega, interviene sull’aumento dell’addizionale regionale scattato nel 2024 e confermato per il 2025, che ha colpito in particolare i redditi oltre 28mila euro (aliquote passate al 3,32% e 3,33%, contro l’1,68% e l’1,73% del 2023).

Simoni ricorda che lo stesso Giani ha legato l’eventuale cancellazione degli aumenti a condizioni esterne (“solo quando il governo ci restituirà i soldi del payback”), ammettendo di fatto che l’addizionale resterà ancora. “Non è accettabile far pagare ai contribuenti l’inefficienza della macchina regionale“, incalza il candidato leghista.

Al suo fianco il vicesegretario federale Roberto Vannacci e il segretario Matteo Salvini. “La nostra linea è chiara: meno tasse e più risultati. In Regione lavoreremo per riportare le aliquote ai livelli precedenti, a partire dagli scaglioni di reddito medio, e per blindare la sanità con tagli agli sprechi, acquisti centralizzati, controllo sui costi e tempi certi di pagamento—non con nuove imposte”, sottolinea Simoni, ricordando anche le pressioni di corpi intermedi come Cisl Toscana che hanno chiesto alla Giunta di revocare l’aumento.

Il messaggio agli elettori lucchesi e toscani è netto: “La sinistra aumenta l’Irpef e promette di toglierla ‘un domani’; noi ci impegniamo a tagliarla e a restituire servizi: pronto soccorso efficienti, più medicina territoriale, liste d’attesa sotto controllo. Con Vannacci e Salvini la Toscana può svoltare a destra e tornare competitiva: meno tasse, più qualità nei servizi, conti trasparenti e stop agli sprechi”.