verso il voto
|Pieroni (Avs): “Al Versilia assenti alcuni reparti. Stop ai tempi di attesa e via a strutture per assistenza del fine vita”
La candidata: “Servono investimenti nell’assistenza domiciliare di anziani e malati terminali e negli hospice”
Le prossime elezioni regionali sono ormai imminentie le questioni sono ancora accese sui vari settori e ambiti da parte dei candidati dei diversi candidati. La candidata del partito Alleanza Verdi e Sinistra del collegio di Lucca e attuale consigliera comunale per Camaiore a Sinistra, Valentina Pieroni, si esprime sul tema della sanità, principale materia di gestione regionale, chiedendo al presidente Eugenio Giani un cambio di passo per mettere un freno al privato, ai gettonisti e alle eccessive spese.
Uno dei problemi più urgenti a cui dare risposta, per lei, è rappresentato dalla carenza di medici e pediatri di base che genera accessi impropri ai Pronto Soccorso determinandone il sovraffollamento e il rallentamento nella gestione, dichiarando: “All’Ospedale Unicodella Versilia mancano alcuni ambulatori specialistici come infettivologia e questo costringe a sopperire da remoto con conseguenti spese elevatissime per gli antibiotici. Assenti anche gli ambulatori di neurochirurgia e chirurgia vascolareche impongono, se possibile, il trasferimento del paziente con ulteriori spese per il sistema sanitario”.
Prosegue ancora Pieroni: “Occorre poi un potenziamento delle strutture riabilitative, le liste di attesa sono lunghe, la degenza in ospedale si protrae ritardando la riabilitazione e allungando così i tempi di ripresa. Tutto questo, rappresenta un costo per il sistema sanitario. All’Ospedale della Versilia l’Ufficio ausili e protesi è aperto solo poche ore a settimana e genera notevoli disagi all’utenza. Credo inoltre che si debba implementare la formazione dei medici in materia di fine vita e cure palliative. La legge regionale toscana sul fine vita, oggi purtroppo sottoposta ad impugnazione da parte del governo, ha rappresentato un passo veramente importante ma occorrono professionalità e struttureche ne garantiscano la piena attuazione”.
“Nessuno deve più morire in ospedale. Servono maggiori investimenti nell’assistenza domiciliare di anziani e malati terminali e negli hospice. – aggiunge infine la candidata -. Questi ultimihanno come obiettivoil miglioramento della qualità delle ultime fasi della vita e la gestione dei sintomi e del dolore. Devono diventare realmente luoghi di accoglienza, che seguono e supportano il malato e i suoi cari attraverso l’ausilio di diverse figure: medici, infermieri, psicologi. Serve un ripensamento complessivo e una razionalizzazione concreta che limitino gli sprechi e che rendano le nostre strutture pubbliche realmente efficienti limitando il peso del privato e l’abuso di strumenti impropri e dispendiosi come il ricorso ai gettonisti”.


