Graziani (Pd): “Chi cura si sta ammalando: è emergenza caregiver. Servono più servizi”
La candidata dem al consiglio regionale: “Sono soprattutto donne, tengono silenziosamente in piedi il sistema di welfare, e stanno per cedere: la politica non può più voltarsi dall’altra parte”
“C’è un esercito silenzioso che ogni giorno tiene in piedi il nostro sistema di welfare. Sono oltre sette milioni di persone in Italia, più di duecentomila in Toscana, che si prendono cura di un familiare non autosufficiente. È un esercito fatto soprattutto di donne che rinunciano al lavoro, alle visite mediche e quindi alla salute, alla propria vita sociale per garantire assistenza a un genitore, a un figlio, a un partner malato”. A dirlo è Anna Graziani (Pd), candidata al consiglio regionale per il collegio provinciale di Lucca.
“Sono loro – argomenta – a colmare le falle di un sistema che non regge più e che oggi è a rischio collasso, perché chi cura si sta a sua volta ammalando”.
Continua Graziani: “I dati dell’Istituto superiore di sanità parlano chiaro: il 41 per cento delle caregiver – e il femminile è d’obbligo – sviluppa una malattia cronica. Ansia, depressione, disturbi muscoloscheletrici, problemi cardiaci. Quasi una su due è costretta a lasciare il proprio lavoro perché la cura di una persona anziana o malata non può conoscere pause. È una realtà che non possiamo più ignorare: la spina dorsale di un Paese longevo – l’Italia è seconda solo al Giappone – ma fragile si sta spezzando. Tutto il nostro sistema di welfare è a rischio esplosione, con ricadute devastanti sui servizi sociali dei Comuni e sulle Asl in affanno. Senza le donne che si prendono cura delle persone più fragili invecchiare diventerà un lusso che potranno concedersi solo le famiglie in grado di pagare per un’assistenza privata o per cure private: è questa la direzione che le destre, senza dirlo troppo a voce alta, vogliono dare allo stato sociale. Per questo urge levare forte e chiaro un grido di allarme”.
“La Toscana – dice Graziani – ha compiuto un passo significativo con la legge 55/2025, che riconosce in modo organico la figura del caregiver familiare come parte integrante del sistema regionale di welfare. È un atto di giustizia e di civiltà che non può restare un titolo di legge: servono misure concrete, servizi reali, sostegni continui e non legati a brevi progettualità. Perché il riconoscimento da solo non basta: occorrono risorse, programmazione, una rete di prossimità che dia respiro a chi da anni sostiene un familiare nel silenzio della fatica quotidiana. Meno assegni una tantum e più servizi strutturati, domiciliari, accessibili. Le fragilità non si affrontano con i bonus, ma con una visione, con politiche di lungo periodo capaci di mappare i bisogni e rispondere con continuità”.
Prosegue la candidata dem: “Chi si prende cura di un familiare non ha certo bisogno di moduli da compilare o bandi da rincorrere, ma di sollievo, ascolto, tempo per sé e per le proprie relazioni. Ha bisogno di sportelli nei Comuni e nelle Case di comunità, di operatori formati che lo accompagnino nei percorsi sociosanitari, di psicologi che lo sostengano nei momenti di affanno. Ha bisogno, insomma, di servizi domiciliari veri, non di qualche ora di assistenza integrata”.
“Se davvero vogliamo evitare che questo fragile equilibrio collassi su sé stesso – prosegue – dobbiamo invertire la rotta. Dobbiamo investire su chi – nell’era accelerata dell’iperindividualismo – tiene insieme le nostre comunità. La cura non è un fatto privato, un dovere singolare, ma un impegno pubblico e una responsabilità collettiva che richiede risposte strutturali”.
“La legge regionale toscana offre una base dalla quale affrontare questa emergenza, politica, sociale e culturale. Serve il coraggio di denunciare con forza che quando si ammalano coloro che curano, si ammala l’intero sistema. Questo è reale, imminente, sotto gli occhi di tutti, e può essere impedito”, aggiunge Graziani.
“È tempo che lo Stato e le istituzioni si facciano carico di questo sforzo immenso. La Regione Toscana può e deve essere la prima a dare l’esempio, come ha già fatto in tante battaglie di civiltà: scegliere la via dei servizi, della prossimità, della dignità. Solo così – conclude Graziani – potremo restituire salute e diritti a chi da troppo tempo regge, da sola, il peso della cura”.


