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Passaglia occupato, Isi in autogestione

Prc, Giovani Comunisti e Potere al Popolo sostengono gli studenti

Il liceo artistico musicale Passaglia di Lucca è occupato e gli studenti dell’Isi di Castelnuovo di Garfagnana sono in autogestione. A rendere note le due iniziative partite oggi 7 ottobre sono il Partito della Rifondazione Comunista e i Giovani Comunisti che sostengono le iniziative e gli studenti.

“Specialmente nella società odierna – spiegano – dove mancano una coscienza politica diffusa, un’informazione libera, e gli spazi di democrazia si restringono man mano, crediamo che la scuola debba essere un luogo politico e di pensiero critico, capace di far riflettere e comprendere realmente i ragazzi la realtà in cui vivono.

Il genocidio dei palestinesi, negato e sostenuto dai governi occidentali, e le indagini su più di venti persone presenti alla manifestazione di lunedì 22 settembre a Lucca, di cui dieci militanti del Prc, sono fatti molto gravi e indici di uno stato di forte degrado per la nostra democrazia nata dalla Resistenza. Contro un sistema che tenta quotidianamente di abituare i cittadini alla guerra, all’individualismo, al qualunquismo e al menefreghismo, è fondamentale ricostruire spazi di democrazia dal basso, a partire dalle scuole e dai luoghi di lavoro”.

“Dopo queste due settimane incredibili di mobilitazione per la liberazione della Palestina e la fine del genocidio – è invece il commento di Potere al Popolo Lucca -, Lucca si sveglia con il liceo Passaglia occupato. Gli studenti e le studentesse delle superiori hanno raccolto la responsabilità che due scioperi generali, i cortei di giovedì, venerdì e sabato gli hanno consegnato. Nonostante lo spauracchio delle identificazioni che hanno colpito circa 50 militanti dopo lo sciopero del 22 settembre, ancora una volta Lucca mostra di sapere da che parte stare”.

“Qualcuno continua a sostenere che la Generazione Z è irresponsabile, disinteressata all’attualità, addormentata dai social, ma siamo di fronte piuttosto alla Generazione Palestina che ha saputo ritrovare forza e potenza di fronte alla tragedia del secolo, il genocidio del popolo palestinese. Ad oggi Israele trattiene prigionieri ancora centinaia di attivisti della Flotilla, mentre quelli già rientrati raccontano di torture e aberrazioni costanti inflitti dall’esercito israeliano. Sono stati costretti a stare in ginocchio per più di cinque ore, con la testa sulle ginocchia, le fascette ai polsi al punto da perdere la sensibilità delle mani. Hanno bevuto acqua rancida, non sono stati somministrati medicinali a chi ne aveva bisogno. Come gli stessi attivisti denunciano, questo è niente di fronte a ciò che i palestinesi sono costretti a subire da decenni”.

“Perciò continuiamo la mobilitazione in ogni forma possibile: a fianco agli studenti e alle studentesse, ai lavoratori e alle lavoratrici che hanno dimostrato che è possibile paralizzare il paese e costringere i governi a cambiare direzione”.