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Anna Graziani (Pd): “Risorse continuative ai centri antiviolenza: la parità non è un favore”

Stoccata della candidata dem sulla doppia preferenza di genere: “Votare una donna non è necessariamente una ‘seconda’ opzione”

“Ogni anno i centri antiviolenza regionali, riuniti dal 2009 nel coordinamento Tosca, accolgono oltre tremila donne, offrendo protezione, ascolto e percorsi di autonomia e di libertà”. A dirlo è Anna Graziani, candidata al consiglio regionale per il Pd nel collegio provinciale di Lucca.

“Parliamo di una rete di 14 centri, 18 case rifugio, 11 case di seconda accoglienza e una struttura di pronta emergenza. Il loro lavoro poggia su competenze consolidate, frutto di decenni di esperienza e formazione. L’approccio – spiega Graziani – si basa sulla forza della relazione tra donne e sulla consapevolezza che la violenza maschile ha radici profonde e diffuse”.

Prosegue Anna Graziani: “I centri antiviolenza non sono ‘semplici’ servizi di assistenza, ma presìdi di civiltà. Sostenerne l’operato rappresenta un investimento sociale e culturale strategico, perché ogni donna che riesce a uscire da un percorso di violenza – psicologica, fisica, economica – ritrova la propria dignità e restituisce alla comunità una nuova energia. C’è bisogno di un solido riconoscimento politico del lavoro svolto dai centri antiviolenza e conseguente sostegno economico stabile”.

“Le politiche regionali – dice Graziani – hanno bisogno dell’interlocuzione qualificata e costante di chi lavora per superare la violenza di genere, che a sua volta non può essere lasciato solo a gestire l’emergenza con risorse intermittenti. I numeri ci confermano che il fenomeno non è episodico e come tale richiede programmazione, monitoraggio, costanza e soprattutto il coraggio di tenere ferma la barra sulla prevenzione, nelle scuole e nei luoghi di lavoro. Il reinserimento lavorativo e sociale delle donne vittime di violenza diventi una priorità e, parallelamente, la scuola continui a essere il primo spazio di educazione al rispetto”.

“Dobbiamo avere la determinazione di considerare la parità di genere non un orpello, ma una condizione necessaria di crescita collettiva. A questo proposito – argomenta Graziani – vorrei soffermarmi su un tema che in questa campagna elettorale ritorna spesso: quello della doppia preferenza di genere. In troppi ancora la descrivono come la possibilità di ‘votare anche una donna’, come se fosse un’aggiunta, una seconda scelta, un gesto di cortesia. Dobbiamo liberarci da questa logica ancillare. La doppia preferenza non nasce per concedere un contentino. Il nome di una donna può anche essere l’unico da barrare, o comunque il primo. A chi si lancia nei soliti pronostici vorrei ricordare che potrebbe anche succedere che venga eletta una donna, che la sua candidatura sia scelta per competenza, determinazione e visione. È ora di smettere di considerare le donne come ‘un’altra opzione’: siamo parte viva e trainante di questa società e, sempre più, delle istituzioni”.

“Per questo credo che queste elezioni regionali possano davvero fare la differenza. La Toscana – conclude Graziani – ha una tradizione di diritti e solidarietà da difendere e rilanciare. Il voto che ciascuna e ciascuno di noi esprimerà sarà un tassello di questa battaglia di civiltà, per dare volto a una Regione che agisca la parità, non solo come principio ma come pratica quotidiana”.