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Marco Barsella si insedia in Consiglio: “Collaborazione e prudenza è il mio stile, ma farò opposizione senza sconti”

Prende il posto di Valentina Simi per il gruppo Lucca Civica – Volt – Lucca è popolare: “Rimettiamo al centro i progetti e le idee”

Consiglio comunale oggi (14 ottobre) di sole mozioni ma che in apertura ha visto l’insediamento del consigliere comunale di Lucca Civica – Volt – Lucca è popolare, Marco Barsella, in surroga al posto di Valentina Simi, che si è dimessa. 

È la sua seconda esperienza in aula dopo quella con la civica di Donatella Buonriposi. 

“È per me un grande onore, e anche una forte emozione, tornare nell’aula per dare il mio contributo alla comunità di Lucca – ha detto –  Ritengo doveroso un ringraziamento sincero a Valentina Simi, che mi ha preceduto come consigliera comunale e alla quale subentro come capogruppo di Lucca Civica – Volt – Lucca è Popolare. Il nostro gruppo è nato dall’unione di tre forze politiche con un progetto e un programma condiviso. Valentina ha sempre lavorato per tenere viva questa collaborazione, trasformandola in una visione comune che intendo portare avanti. Parto proprio da questo concetto per descrivere il mio impegno in Consiglio: collaborazione. Chi mi conosce sa che tendo naturalmente al confronto. Qualcuno potrebbe definirlo un atteggiamento “moderato”, anche per il mio essere un cattolico-democratico.
 Ma io non mi definisco moderato: mi definisco, piuttosto, “prudente”, termine caro a Maria Eletta Martini, che tanto ha rappresentato per Lucca anche a livello nazionale”.

“Essere prudente non è questione di barcamenarsi oppure esporsi solo quando una determinata scelta assicura del profitto… La prudenza, per me, è uno stile di lavoro: significa non agire d’istinto, ma studiare, ascoltare, riflettere e poi scegliere. Non è un modo per evitare le responsabilità, ma per assumersele fino in fondo. Significa cercare di fare la scelta giusta mantenendo ferme quelle che sono le tue idee e cercare la maniera migliore di attuarle nella singola decisione, andando ad anteporre l’etica dei mezzi a quella dei fini. Troppo spesso, in politica, si prendono decisioni affrettate o si perde tempo in contrapposizioni inutili. Credo invece che sia sempre utile ascoltare l’altro: i cittadini, il proprio partito, la propria coalizione… ma anche chi sta dall’altra parte, l’avversario politico. Dopo ogni elezione diciamo che “dobbiamo riflettere sul calo dell’affluenza”… ma poi non lo facciamo davvero. Io una personale riflessione l’ho fatta e riguarda proprio il modo in cui oggi si fa politica”.

“Il livello dello scontro politico – ha proseguito – sta superando ogni limite. L’avversario viene visto come un nemico. E l’elettorato si trasforma in una tifoseria. Siamo sicuri che l’astensione non dipenda anche da questo clima? Siamo sicuri che la gente non si allontani dalla politica anche per il modo in cui parliamo e ci comportiamo? Quando promettiamo che “la verità sta tutta da una parte”, e che “gli altri sono il male assoluto”, creiamo aspettative irrealistiche. E alla prima delusione, anche piccola, rischiamo di perdere la fiducia di chi ci ha creduto.  Forse il famoso “sono tutti uguali” nasce anche da questo. Dobbiamo, a tutti i livelli, rimettere al centro i progetti e le idee, non l’odio o la voglia di denigrare o distruggere l’avversario. Perché l’alternanza politica diventa un valore per l’elettore solo quando riusciamo ad anteporre visioni, seppur diverse, in un clima di rispetto, altrimenti sarà la politica tutta a perdere credibilità, non solo una parte o l’altra”.

“Ad esempio, guardando alla nostra città, davvero crediamo che, quando una giunta si insedia possa cambiare tutto da un giorno all’altro? – ha concluso – Davvero crediamo che tutto ciò che viene dal passato sia solo un errore da correggere? Io penso di no. Qualcosa di buono chi ha preceduto questa amministrazione l’ha lasciato, altrimenti forse, anche per questa giunta, non ci sarebbero stati tutti quei nastri da tagliare all’inizio del mandato… In me la maggioranza troverà una persona ha intenzione studiare, lavorare e contribuire seriamente. Non lo farò per fare un favore a chi governa. Lo farò per rispetto del ruolo che mi hanno affidato i cittadini: fare opposizione assieme ai miei colleghi di coalizione, senza sconti. Esercitare una forte opposizione non è un fatto di aggressività o di lesa maestà verso chi ha vinto le elezioni… Chi vince governa (governare non è uguale a comandare) e chi perde sorveglia (e sorvegliare non equivale a rosicare). Una opposizione esigente non è un attacco alla giunta: è una risorsa per la democrazia e per tutta la città. Questo sarà lo spirito con cui affronterò il mio mandato”.